La splendente, Cesare Sinatti

Penelope sorrideva e stavolta dietro la sua ironia c’era un’ombra di dolcezza.
«Odiato dai nemici… Sarai di certo un grande eroe. Di quelli che vengono cantati dai poeti e il cui nome non si perde mai.»
«Non lo so», aveva risposto Odisseo, senza pensare, «Non mi dispiacerebbe vivere in pace.»
Poi, riprendendosi: «Però devo essere all’altezza del mio nome, come dici tu. Dovrò essere un eroe.»

Da un bel po’ di tempo provo ad avvicinarmi alla mitologia greca, a quei personaggi potenti e ben caratterizzati, che basta nominarli per sentire forte il fascino di una cultura immensa come fu quella greca. Personaggi tanto potenti e imponenti, tanto “miti”, da averne quasi paura. Da non riuscire ad azzardarsi a leggerne le storie un po’ più da vicino.

La recensione di La splendente, Cesare Sinatti

Quando però mi si è presentata la possibilità di leggere La splendente di Cesare Sinatti, l’ho colta al volo: un fascino, un rapimento, fin dalle prime righe.
Quello che ho apprezzato in modo particolare di questo romanzo che parte dal classico, dal mito greco, e ne costruisce un racconto emotivo, di uomini molto ma molto “umani”, è proprio questo: la capacità di rappresentare il sentimento, l’emozione. Sinatti fa vivere realmente, pagina dopo pagina, quegli uomini e quelle donne che finora erano perfette icone, fisse nella loro caratterizzazione così ben delineata da Omero nell’Iliade, nell’Odissea:

La detestava… La gente di Sparta le guardava con occhi diversi. Per Elena c’era solo meraviglia e rapimento. Si era diffusa dalle bocche dei servi la storia del cigno e di sua madre Leda, ed Elena era stata da tutti riconosciuta come figlia del padre degli dei. Clitemnestra l’aveva vista camminare a braccia aperte nella pioggia, nei boati dei temporali estivi, accogliendo le gocce sul suo viso immobile, e aveva creduto che Elena parlasse con suo padre.

La SplendenteElena, figlia di Leda e del Cigno, forma prescelta da Zeus per conquistare Leda – gemella di Clitemnestra, è evanescente, protagonista ma mai al centro della scena: dolce e amorevole col suo prescelto, Menelao, rapita e sfuggente, appare improvvisa e irraggia luce ovunque posi lo sguardo.
Ma la sua luce mette in mostra tanti caratteri diversi, tanti personaggi, tante emozioni, tanti sentimenti umani, tra i più variabili, che in parte non ci aspetteremmo di trovare: il timore di Achille verso il dolore e la morte che non conosce, l’astuzia e la voglia di casa di Ulisse, l’amore forte tra lui e Penelope, l’orrore della follia familiare ereditata da Agamennone e Menelao, la gelosia di Clitemnestra verso la sorella e la successiva terribile vendetta, l’amicizia tra Patroclo e Achille, la guerra.

“combattevano con occhi identici ai loro, eseguendo le stesse danze di combattimento che avevano appreso per gioco da bambini e che ora usavano per uccidere altri uomini. Lo stesso sguardo sorpreso, la stessa meraviglia negli occhi di assaliti e assalitori, lo stesso stupore di scoprire quanto fragile sia il corpo di un mortale e con quanta leggerezza si può togliere la vita”

La mia opinione su La splendente, Cesare Sinatti

Vincitore del Premio Calvino XXIX nel 2016, La Splendente è stato per me il modo migliore di avvicinarmi a miti all’apparenza intoccabili, ma che in realtà sono più attuali e umani di quanto possiamo pensare.
Consapevole che questo fatto possa denotare la mia poca erudizione, la mia scarsissima cultura classica; allo stesso tempo però è la prova che un classico lo è davvero nel momento in cui sa rigenerarsi, in cui sa riproporsi sotto una nuova luce e farsi di nuovo amare.
Ora, finalmente, il sentimento di fascino che ho sempre subito quando si parlava di questi temi è riuscito a convincermi: prossima tappa, i poemi epici.

Affascinante, il modo migliore per definirlo.

Il booktrailer

La splendente
Cesare Sinatti
Feltrinelli (collana I Narratori), 2018, pag. 240, € 14,02
ISBN: 9788858831113

Per acquistare:

Photo : lastampa.it

polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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