De Profundis, Oscar Wilde

 

Dal carcere di Sua Maestà, Reading

Caro Bosie,
dopo una lunga e infruttuosa attesa mi sono deciso a scriverti, tanto per il tuo bene quanto per il mio, perché non mi piacerebbe pensare di avere trascorso due lunghi anni di prigione senza aver ricevuto neanche una sola riga da te.

Nel 1895 Oscar Wilde venne condannato a due anni di reclusione nel carcere di Reading con l’accusa di sodomia.
Lo scrittore aveva portato in tribunale il marchese di Queensbury, padre del suo amico Lord Alfred Douglas, perché insultato in un biglietto dall’uomo.
In tribunale però il marchese produsse una serie di testimoni che accusarono Wilde di omosessualità, all’epoca proibita dalla legge, e quindi lo scrittore venne condannato.
Durante il carcere, Douglas, che Wilde chiamava affettuosamente Bosie, non scrisse mai.
Nei primi mesi del 1897, Wilde iniziò una lunga lettera indirizzata a Bosie.
Bosie ricevette la lettera ma la distrusse.
L’originale della lettera rimase nelle mani del curatore del lavoro di Wilde, Robbie Ross, che affidò il documento al British Museum di Londra con la condizione di pubblicarlo integralmente solo dopo cinquanta anni.
E così nel 1962 il De Profundis viene pubblicato nella sua integrità.

Questa lettera è molto diversa da tutto ciò che siamo stati abituati a leggere di Wilde.
Lo scrittore in carcere è un uomo finito.
Abbandonato dagli ammiratori, le sue opere vengono ritirate e i teatri non mettono più in scena le sue commedie così amate.
Abbandonato dalla famiglia, tolta la custodia dei figli, Wilde nel De Profundis inizia un lungo colloquio con Bosie che ritiene il responsabile di ciò che gli è accaduto.
Wilde mette in evidenza le profonde differenze sempre esistenti tra lui e Douglas pentendosi di averle assecondate e di non aver capito il rapporto conflittuale tra il suo amico e il padre che poi lo rovinerà.
L’epistola si conclude con l’invito, rivolto a Bosie, a non rinnegare il passato ma ad accettarlo

Non avere paura del passato. Se qualcuno ti dirà che è irrevocabile, non credergli. Il passato, il presente e il futuro non sono che un unico momento agli occhi di Dio, alla cui luce dovremmo cercare di vivere.

Il De Profundis è un testo molto bello e doloroso dove le debolezze di Wilde, l’amore e il rimpianto si fanno una sola cosa e dove emerge la grandezza del grande scrittore.

Buona lettura.

De profundis
Oscar Wilde
Feltrielli, 2014, p. 147, €. 8,00

Photo: grandenapoli.it

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