Mi chiamo Cristiano Ferrarese, ho 44 anni e mi sento una persona fortunata, Cristiano Ferrarese

“Usare la bicicletta è una metafora perfetta della vita. Si pedala. A lungo, Si sale, è faticoso, bisogna alzarsi sui pedali, le gambe sembrano deboli, si resiste, bisogna farlo, poi arriva la discesa, è un altro tipo di fatica, bisogna stare attenti a non cadere”

La recensione di Mi chiamo Cristiano Ferrarese, ho 44 anni e mi sento una persona fortunata, Cristiano Ferrarese

Cristiano ha lasciato l’Italia da due mesi, vive a Bristol dove fa il portiere di notte in un lussuoso hotel.

In questo diario racconta la partenza dall’Italia, i vari lavori che ha svolto: operaio, professore alle superiori, libraio e sindacalista e la sua nuova vita in Inghilterra.

Un monologo spesso malinconico per aver lasciato la propria terra che non offriva più un futuro ed il coraggio di essere emigrato.

L’Italia lo ha costretto a questo esilio forzato ma lui decide di dimenticarsene e di rifarsi una vita qui. Preferisce all’umiliazione, la solitudine inglese, per ritrovare se stesso, per fallire e ricominciare.

Interessante in ogni capitolo riferimenti a brani musicali. Buona lettura!

Mi chiamo Cristiano Ferrarese, ho 44 anni e mi sento una persona fortunata
Cristiano Ferrarese
Edizioni il Galeone, 2017, p. 260, € 12,75

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angela
Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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