Due chiacchiere con Graziano Viviani

Incontriamo Graziano Viviani, autore di 400 km d’Appennino di cui vi abbiamo parlato nella nostra rubrica LeggendoViaggiando.

Chi è graziano Viviani? Raccontalo a chi non ti conosce.
Una laurea in tasca, amante della natura in ogni sua sfaccettatura, marito di Paola e “babbo” di Marco. Sono portalettere di professione, iperattivo e, soprattutto, grande sognatore. Mi piace tirar fuori quella parte di bambino che sono riuscito a conservare in fondo alla mia anima, e come ogni bambino adoro fare quello che mi passa per la testa. Questo mi permette di non aver rimpianti, e vivere nella consapevolezza di aver fatto il massimo per realizzare i miei sogni.

Com’è nata l’idea del libro, ma soprattutto, di intraprendere un cammino così particolare in solitaria?
L’Italia è forse uno dei paesi più antropizzati al mondo, e le montagne che la caratterizzano sono forse l’ultimo baluardo di natura “selvaggia”. È per questo che, vivendo in Italia, alcune esperienze si possono assaporare soltanto in Montagna. Le avventure solitarie sono la mia passione, lo stare da solo immerso nella natura mi affascina e mi rapisce ogni volta. Sono un tipo solitario, e certe esperienze le devo necessariamente vivere da solo sulla mia pelle. La mia esperienza lungo la Grande Escursione Appenninica, nasce appunto dalla sintesi di tutto ciò… la mia voglia di natura, di solitudine, di avventura, la mia voglia di custodire e conservare quella parte di bambino.
Il libro è nato come necessaria conseguenza di tutte quelle incredibili emozioni che sono riuscito a vivere. Quasi un bisogno di mettere per iscritto, o meglio, tentare di mettere per iscritto, quello che i miei occhi hanno visto e la mia anima ha elaborato. Niente di più complicato! Sarebbe bello che un domani, mio figlio, rileggendo le mie parole e le mie descrizioni, invogliato a iniziare il cammino, potesse sentire la mia presenza sul sentiero che ho calcato, sulle pietre che ho sfiorato, nei panorami che i miei occhi hanno visto.

Hai fatto altri cammini del genere?
Ho fatto tante altre esperienze di questo tipo. Certo non è facile trovare 15-20 giorni di pausa dalla vita di tutti i giorni, quindi ripetere un’esperienza come la GEA è stato per il momento impossibile. La voglia di avventura però resta immutabile nel mio animo, quindi mi sono adattato, ho aumentato la velocità del mio passo e “inventato” nuove esperienze. Adesso alterno periodi di calme passeggiate ed escursioni a periodi di corsa in natura… (tanti km su e giù per le montagne in tempi limitati) riuscendo così a rivivere le stesse emozioni su altri itinerari, andando alla scoperta di posti a me sconosciuti, correndo! Da qua è scaturita un’esperienza incredibile (APUANE 2012) sulle mie montagne, le Alpi Apuane. Sono il primo in assoluto, ad aver concatenato in un unico giorno le 12 vette più alte di queste selvagge montagne, 17 ore non stop completamente immerso in un ambiente unico.

Tra tutti raccontaci il ricordo più bello ma anche quello più brutto attraverso la GEA.
L’ultimo giorno… nel bene e nel male, il giorno più bello, ed al contempo il più brutto… Un esplosione di emozioni, con la triste consapevolezza che si stava concludendo qualcosa di incredibilmente fantastico ed irripetibile.

Progetti futuri? Altri cammini e diari di bordo?
E’ in cantiere una nuova opera letteraria, non certo un diario questa volta, ma un romanzo storico (altra mia passione) la ricostruzione “romanzata” di una famosa vicenda, con un viaggio… a piedi ovviamente, ma non fatemi dire altro.

Domanda d’obbligo per chi passa su ZeBuk: il tuo libro preferito e quello attualmente sul tuo comodino.
Ho tanti libri che custodisco con piacere nei miei ricordi:
“Dracula” di Bram Stoker;
“Nelle terre Estreme” di Jon Krakauer
“Una Passeggiata nei Boschi” di Bill Bryson
Non ho però nessun dubbio… Robinson Crusoe di Daniel De Foe è il mio preferito.
In effetti avevo specificato il grande peso che riveste quella parte di bambino chiusa dentro me, vero!? Ed infatti adoro Robinson Crusoe, che viene considerato un libro adatto ai ragazzi, ma che presenta caratteristiche che lo rendono fruibile, con piacere, anche ad un adulto come me, grazie allo stile, giornalistico, che offre immediatezza, e alla sapiente, ma mai eccessiva, descrizione dell’ambientazione e dell’atmosfera, rese entrambe in modo eccellente. Daniel Defoe scrive la sua opera sotto forma di diario, in cui il narratore è lo stesso protagonista. Con il suo romanzo pone il problema dell’uomo solo, contro la natura e Dio. Mette in luce anche la civiltà del suo tempo (e non solo del suo tempo!) secondo cui l’uomo bianco è superiore all’uomo di colore (il “selvaggio”) e sente il dovere di civilizzare i paesi in cui vivono questi ultimi, insegnandogli la loro lingua e religione. Il protagonista ha con sé la Bibbia, in questo modo (non avendo molto da fare, inizia a leggerla e rileggerla) inizierà a porsi degli interrogativi sull’anima, sull’essere e non essere. Inizia a chiedersi se il porsi dell’uomo nei confronti della natura e di Dio sia giusto.

Sul comodino… nessun libro perchè non amo leggere a letto. Sul tavolo della mia “Stube” ho appoggiato “I nomadi del mare” di Jean Raspal un libro che mi è stato regalato da Nicola, un amico lontano, durante un viaggio speciale!

Grazie a Graziano per la disponibilità e alla prossima camminata!

Nicoletta
Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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