Io non ti lascio solo, Gianluca Antoni

Rigiro i quaderni tra le mani. Nero l’uno, rosso l’altro.

Le copertine sporche di fango, gonfie, a stento riescono a trattenere le pagine. Odorano di muffa. Li sfoglio avanti e in- dietro.

Ogni pagina ricoperta da una calligrafia infantile che si srotola precisa tra le righe sottili. Nel frontespizio un’unica parola, un nome: Filo, in quello nero; Rullo, in quello rosso.

Per la prima volta (credo in tutta la mia vita) il caldo pesante di questi giorni non mi ha fatto dormire. Sono una dormigliona di solito, mi basta qualche buona pagina da leggere, un letto fresco che mi accolga e in poco tempo sprofondo nel sonno.
Stavolta no. Stavolta era troppo caldo per dormire. Oppure era la lettura che era troppo intrigante, affascinante, coinvolgente.
Forse è andata proprio così.

Filo e Rullo mi hanno raccontato la loro bellissima storia, accompagnati dal maresciallo, da Scacco, da Amélie e da tutto il paesino perso tra i monti in cui si sono svolti i fatti. Mi hanno lasciato vagare con loro alla ricerca di Birillo, hanno aspettato che mi affacciassi anch’io alla casa dell’orco Guelfo, si sono nascosti insieme a me e hanno affrontato con coraggio la loro incredibile avventura.
Non posso svelarvi nulla, non riuscirei a nascondervi il finale a sorpresa di questa storia, sappiate solo che arrivare a conoscere la verità, circondata dal caldo, dai grilli e dal silenzio della notte, è stato emozionante. E commovente. Molto.

«Tranquilli? Io, Filo, sono tranquillo solo se Diablo è rinchiuso in un bunker antiatomico».
Alla fine gli illustro il piano. «Andiamo domani notte. Facciamo un buco nella rete del cancello. Lanciamo quintali di polpette a Diablo, da tenerlo occupato tutto il tempo, arriviamo al recinto dei cani, lo apriamo e scappiamo via. Se Birillo è lì dentro ci seguirà al galoppo. E via per i campi. Fuga verso la libertà».

Il piano di Filo e Rullo è perfetto. Se non fosse per… No, fermi, non ve lo posso dire.
La storia della ricerca di Birillo si mescola con le storie del passato, con il dramma della scomparsa nel nulla di un bambino troppo piccolo, di una madre che l’ha affidato al padre e se n’è andata, di un uomo che deve imparare a educare suo figlio da solo perché la madre non c’è più, di tre bambini e del loro immenso coraggio.
Un bel po’ di suspance, misteri irrisolti, un amore da comprendere e fare proprio, un viaggio alla conquista della propria armonia interiore: Io non ti lascio solo ha vinto il Premio Romics 2017 come miglior romanzo di genere per “la capacità di raccontare una storia noir con lo sguardo fresco e innocente di due bambini e per lo spiazzante colpo di scena finale”.

Buona, buonissima, lettura 🙂

Io non ti lascio solo
Gianluca Antoni
IoScrittore, 2018, pag. 272, € 12,75
ISBN-13: 978-8867201174

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