Hamelin, Alice Barberini

Da quel giorno, le strade della mia città non furono più le stese.

La recensione di Hamelin, Alice Barberini

Ve la ricordate la città di Hamelin?
Il pifferaio non pagato che portò via tutti i bambini con sé?
Solo un bambino non poté andare perché zoppo.
E quel bambino ormai anziano ritroviamo in questo racconto.
Ormai diventato nonno vive ancora ad Hamelin, una città dove la musica è stata vietata per paura che un altro pifferaio torni a rubare altri bambini.
Non si gioca più per strada ad Hamelin, si sta in casa, al sicuro.
Un giorno però si sente una musica: un uomo con un organetto sta suonando lungo la strada.

La mia opinione su Hamelin, Alice Barberini

Alice Barberini, come tutti noi del resto, rimase incantata ed anche forse turbata dalla favola di Hamelin.

Perché in fondo tutti ci siamo chiesti dove fossero finiti quei bambini e cosa fosse accaduto alla città risvegliatasi senza di essi.
La scrittrice immagina un seguito possibile scrivendo una favola sul potere della musica e sull’andare avanti.
Perché Hamelin è bloccata a quel giorno di tanti anni prima, i suoi abitanti hanno ancora nelle orecchie il suono del flauto e vivono nella paura.
Sarà la nipotina dell’unico bambino rimasto a dare una scossa al nonno e poi alla comunità.

Il testo è accompagnato da bellissime illustrazioni in un bianco e nero macchiato di seppia.

Buona lettura.

Hamelin
Alice Barberini
Orecchio Acerbo, 2017, p. 76, €. 16,90

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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