Intervista a Nunzia D’Andrea

Buongiorno a tutti, oggi ho intervistato per voi Nunzia D’Andrea, nuova autrice che ha scritto una raccolta di racconti L’Ultima Fermata che ho recensito settimane fa.

Ciao Nunzia, raccontati ai lettori di Zebuk. Chi è Nunzia D’Andrea?
Nunzia D’Andrea è una persona normalissima con la passione per la letteratura e la scrittura. Vive con sua figlia di quasi nove anni e si dedica alla lettura non appena può. La lettura e la scrittura per lei sono dei rifugi, un modo in cui entrare e raccogliere esperienze. Ha pubblicato una raccolta di poesie Sogno Surreale nel 2013, con la quale ha vinto anche un premio nazionale nel 2015 e diverse poesie e racconti in diverse antologie. Nunzia ama anche l’arte, in particolare la pittura e la danza orientale, che pratica da quasi 15 anni.

Perché hai deciso di scrivere questa raccolta di racconti? C’è un filo conduttore?
Questa raccolta è l’esperienza di 10 anni, ho selezionato quelli per me più significativi. Il filo conduttore sono le emozioni delle persone, non racconto tanto delle storie lunghe ma delle storie brevi concentrandomi sui pensieri dei protagonisti, sull’anima, sui sentimenti.

C’è un racconto che preferisci e se si perché?
Si preferisco sicuramente la grande attesa perchè parla di maternità, un tema a me molto caro e probabilmente il primo, l’ultima fermata perché è il primo racconto che mi è stato mai pubblicato ed è quello che ho scritto per la prima volta con la consapevolezza che si può trasferire l’esperienza attraverso le parole.

Hai nuovi progetti? Puoi anticiparci qualcosa?
Ho in progetto una intervista presso una radio web di Milano, GM 56 e diversi eventi con l’anno nuovo, in collaborazione con alcune associazioni culturali.

Domande di rito per noi di Zebuk, hai un libro sul comodino?
Si sto scrivendo un romanzo che ha come tema la perdita e la maternità.

Quale libro invece ti è rimasto nel cuore?
Ce ne sono diversi. Ma quello che preferisco in assoluto è L’amante di Lady Chatterley di Lawrence, per la descrizione dell’amore in tutta la sua potenza e fragilità allo stesso tempo e perchè Lawrence si sofferma molto sui personaggi e sulla loro interiorità.

Grazie mille Nunzia e alla prossima.

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