L’oro di Breno, Ernesto Masina

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La vecchia colonia di Bazena era stata voluta nel 1923 da un gruppo di brenesi guidati dal Generale di Corpo d’Armata Pietro Ronchi, presidente dell’associazione Alpini e brenese doc.
Alla realizzazione dell’opera, che doveva  servire ad ospitare per l’estate i figli degli alpini morti nella Grande Guerra,avevano partecipato a tempo perso centinaia di “veci” che a turno occupavano la tendopoli allestita a Bazena.

 

Durante i lavori per la ricostruzione della colonia di Bazena Bortolo e Giacomino, due operai brenesi, trovano quattro lingotti d’oro occultati dentro un muro.
Ne parlano  con il Russì dando vita a a una serie di confidenze incrociate nelle quali vengono coinvolti anche il parroco don Arlocchi, il maresciallo dei Carabinieri Costamagna e il pettegolo del paese Bettino Pedersoli, a chi saranno appartenuti quei lingotti ? Per scoprirlo dobbiamo tornare indietro qualche anno.

Nicola Albizzati detto il Binda viene “esiliato” a Breno dal partito fascista a causa di una sua propensione al menar le mani. Quando il Duce chiede oro per la Patria il Binda tenta di riscattarsi dalla sua fama girando per le case della zona a chiedere le fedi delle coppie locali, riesce a raccoglierne un buon numero e pensa  di farle fondere in lingotti per agevolarne il trasporto a Roma sulla sua fedelissima bicicletta, ma per sicurezza affida all’orefice che ha fuso l’oro quattro lingotti. Il Binda durante il trasporto dei lingotti scopare sull’Appennino.

Il Conte Rusconi per motivi diversi è anche lui un esiliato all’ interno della sua stessa casa, il giovane infatti ha scoperto la sua omosessualità all’età di tredici anni e per non essere tacciato di altro si è ritirato a vita solitaria dedicandosi a lunghe passeggiate e alla classificazione delle piante alpine.  Una sera un tedesco fa visita al conte nella sua villa e in cambio del suo silenzio sull’omosessualità del conte e del suo servo Fedele esige un pagamento in oro , quattro lingotti.

Anche i coniugi Sonnino giunti a Breno nel 1937  possiedono dei lingotti d’oro e anch’essi per motivi diversi dal Rusconi e dal Binda son stai costretti a nasconderli.

Un romanzo ambientato in un periodo cupo ma comunque raccontato con leggerezza , mi son piaciute le caratterizzazioni dei personaggi “di paese” e mi son sentita un po a casa nelle descrizioni di paesaggi conosciuti .


L’oro di Breno

Ernesto Masina
Macchione Editore, 2018, p. 152, €. 15,00

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