Rasmus e il vagabondo, Astrid Lindgren

Proprio ora gli tornava in mente che non era trascorso molto tempo da che la signorina Poiana lo aveva sgridato perché era sempre più sporco di qualsiasi altro bambino dell’orfanotrofio. Lui aspettava soltanto la prossima volta che glielo avesse detto, poi le avrebbe senz’altro risposto: “E’ che sto creandomi un colore per potermi mimetizzare”.

Rasmus ha nove anni, lentiggini e capelli, ahimè, inesorabilmente lisci.
Perché si sa che i futuri genitori preferiscono adottare bambini ricci e i capelli per il piccolo Rasmus rappresentano uno dei tanti crucci visto che, a suo dire, gli impediscono di essere scelto.
Rasmus vive nell’orfanotrofio diretto dalla signorina Poiana e una sera, dopo non essere stato scelto per l’adozione per l’ennesima volta, decide di scappare e tentare la fortuna per il mondo.
Se le coppie che vengono la domenica all’orfanotrofio preferiscono bimbe sorridenti e tanti ricci, vorrà dire che Rasmus stesso troverà i genitori più adatti vagabondando per le strade.
E così a notte fonda il piccolo parte all’avventura.
Incontrerà Oscar, un vagabondo dal cuore d’oro e dalle mille sorprese e forse alla fine del viaggio, chissà, anche una famiglia.

Rasmus e il vagabondo è un libro delizioso, un vero piacere da leggere.
Il piccolo protagonista è un personaggio fantastico che non si arrende mai e che sa trovare il lato positivo in ogni cosa.
Oscar, il vagabondo con cui si accompagna, è un eroe moderno che armato di fisarmonica e canzoni riesce a d essere amico di tutti e a rimediare cibo e un tetto per la notte.
I due insieme sventeranno un terribile crimine e alla fine ognuno avrà ciò che desidera.
Che dire di più se non di regalarvi qualche ora in Svezia tra fattorie e fiumiciattoli, panini al salame e meravigliose caramelle Mou?
Buona lettura.

Rasmus e il vagabondo
Astrid Lindgren
Salani, 2008, p. 224, €. 9,00

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