Ronja. La figlia del brigante, Astrid Lindgren

– Non arriva mai, quel figlio di brigante – disse Zucca-per.
– Eppure prima di andarmene mi piacerebbe proprio vederlo, l’erede del capo. […] Lo aveva appena detto che la porta si aprì e Matteo piombò dentro di corsa, pazzo di gioia. – Sono diventato padre! Statemi bene a sentire: sono diventato padre!
– Di che cosa? – chiese Zucca-per dal suo angolo.
– Di una figlia di brigante, evviva! – strillò Matteo. […] – Posso tenerla per un poco? – chiese Zucca-per, e Matteo gli mise Ronja in braccio come se fosse stata un uovo d’oro. – Eccoti il nuovo capobanda di cui vai discorrendo da tanto tempo. Ma non perderlo, sta’ attento, se non vuoi arrivare subito alla tua ultima birra!

La mia recensione di Ronja. La figlia del brigante, Astrid Lindgren

Continuo a leggere e a scoprire tesori inaspettati, con Astrid Lindgren!
O meglio, in parte ormai me li aspetto ovunque, tra le sue parole e nelle avventure che racconta, ma questa Ronja è stata una bellissima sorpresa davvero.
Ronja figlia di brigante, che ama suo padre Matteo con tutta se stessa ma che ama ancor di più la propria libertà, la propria autonomia e la possibilità di scegliere da sola le persone che ama e con cui vuole passare il tempo.
Ronja che impara a non aver paura del Bosco Matteo, come fosse un personaggio vero e proprio e avesse un suo carattere e propri modi di comportarsi con chi lo attraversa.
Ronja che quando nasce non fa differenza per il brigante Matteo se sia maschio o femmina, ma sarà in tutti i casi “il nuovo capobanda”.
Ronja che, come tutte le protagoniste femminili di Astrid Lindgren, ha un bel caratterino, testardo e per niente facile, che a volte cede e dubita di sé ma subito dopo lotta con tutta se stessa per ottenere quello che si è messa in testa.
E se lo merita tutto il titolo di capobanda, Ronja! Anche se poi scopriremo che… ma non è il caso che vi racconti come la storia va a finire, meglio che vi buttiate nella lettura e vi facciate ispirare da Ronja e dal suo compagno di avventure Birk.

La prima volta fu difficile: la paura era tale che dovette chiudere gli occhi. Ma Ronja diventò via via sempre più ardita e imparò dov’erano le spaccature in cui infilare i piedi e dove bisognava stringere forte con le dita per restare aggrappati e non precipitare all’indietro nelle rapide.
Che fortuna, pensava, trovare un posto dove si poteva stare attenti a non finire nel fiume ed esercitarsi a non avcere paura, tutto in una volta!

 

La mia opinione su Ronja. La figlia del brigante, Astrid Lindgren

Ok, sono nel pieno del mio periodo di spirito femminista, ma credo proprio che Ronja possa insegnare valori molto importanti a bimbi e bimbe di oggi: dalla completa autonomia femminile al rispetto dovuto a chi – ancora troppo spesso – appare come “sesso debole”.

Non solo: sono stati bellissime scoperte anche i ritratti maschili così ben delineati dalla Lindgren. Mettendo da parte il luogo comune del brigante sporco, brutto e cattivo, quasi scontato (ma che colloca perfettamente i briganti al loro posto quando parla dei loro capricci per lavarsi e delle scuse puerili che danno al loro bisogno di rubare “ai ricchi per dare ai poveri”), il personaggio di Matteo, rude e maschio all’apparenza ma con un cuore grande e fragile, è quasi commovente.
Per non parlare della perfezione di Birk, compagno di avventure di Ronja e figlio del capobanda rivale di Matteo, che pur essendo cresciuto in un ambiente maschilista e patriarcale dimostra tenerezza e soprattutto rispetto e lealtà per la ragazza che impara a conoscere e ad amare un giorno dopo l’altro.

Amicizia, rispetto, lealtà e sentimenti delicati e per nulla sdolcinati. Un Amore bello e puro. Valori fondamentali che dovremmo insegnare ai nostri figli ogni giorno, dimostrando loro che il Rispetto è alla base della Vita stessa.

Uno di quei libri da avere assolutamente nella libreria di casa, a disposizione sempre. Per rievocare quell’energia e quella fiducia in sé e negli altri che a volte può cedere.

Ronja. La figlia del brigante
Astrid Lindgren
Mondadori (collana Oscar Junior), 2014, pag. 196
ISBN: 978-8804641254
Età di lettura: Da 10 anni

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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