Frida Kahlo nella sua Casa Azul, Chiara Lossani, Michelangelo Rossato

Hola! Entra, non stare sulla porta! Muri così azzurri non ne avevi mai visti, vero?
E’ per questo che mi chiamano la Casa Azul! Fuori è scritto:
Museo Frida Kahlo, ma io sono ancora la sua casa.
Sono la custode dei suoi segreti, la guardiana delle sue emozioni.
Tutto è rimasto come quando lei era qui: oggetti, parole, profumi, voci, versi, fruscii…
Ti insegnerò a guardarli. Ti aiuterò a percepirli.
Seguimi, ti farò da guida. Ti condurrò da Frida.

 

La recensione di Frida Kahlo nella sua Casa Azul, Chiara Lossani, Michelangelo Rossato

Se come me non vi stancate mai di leggere di Frida Kahlo non potete perdere questo nuovo albo scritto da Chiara Lossato e illustrato da Michelangelo Rossato per Arka Edizioni – Castello Gruop.

A parlare di Frida in questo albo suggestivo è la sua casa Casa Azul – chiamata così per il colore dei suoi muri – nella quale visse la grande pittrice messicana.

Grazie alle illustrazioni che sembrano affreschi, Michelangelo Rossato ripercorre la vita di Frida dalla nascita alla rivoluzione messicana, dalla malattia – che la costringe a letto e le fa scoprire l’amore per la pittura – al matrimonio con Diego Rivera fino alla sua morte prematura.

 

La vidi uscire di casa un mattino,
zoppicando, con i suoi quadri sottobraccio.
Andava a mostrarli a Diego Rivera,
il pittore più famoso del Messico.

Da quel famoso incontro Frida e Diego si sono sposati, lasciati e poi risposati, nonostante le liti non riuscivano a stare lontani. Tornarono insieme per la seconda volta e Frida ricominciò a sorridere e dipingere in armonia con la terra, gli animali, la natura.

Purtroppo la sua malattia continuava ad avanzare e quando finalmente venne organizzata la sua prima esposizione di quadri, Frida non riusciva più ad alzarsi dal letto.
Ma … Non si arrese e decise di andarci lo stesso.

Ci andò nel suo letto, con lo specchio e Giuda-lo-scheletro
che ballava e rideva sopra il baldacchino.
Che festa quando passò il portone! l’applaudirono tutti!

Col suo vestito colorato, i capelli intrecciatidi fiori,
gli orecchini e gli anelli che luccicavano, ancora una volta
prese per il naso la Pelona!

Nel luglio del 1954, da lì a poco se ne sarebbe andata per sempre, chiese a Diego di portarle delle angurie. Lui le chiese : “Vuoi dipingere una natura morta?” e lei rispose “No voglio dipingere una natura viva…”

recensione-la-casa-di-Azul-Frida-Kahlo

 

Adios, adios! Io resto ad aspettare, resto qui, nel mondo di Frida dove la vita è un dono di sorprese.
Imprevedibile e ricca.
Così luminosa, se non si respinge la luce.
Non dimenticarla, non dimenticare:

Viva la vita, mia Friduchita!
Viva la tua vita!

 

Booktrailer di Frida Kahlo nella sua Casa Azul

 

Frida Kahlo nella sua Casa Azul
Chiara Lossani, Michelangelo Rossato
Arka, 2019, p. 32, €. 16,00

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