Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood

Ultima Modifica: Mag 04, 2020

Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L’impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano scomparse. Una balconata per gli spettatori correva tutt’attorno allo stanzone, e mi pareva di sentire, vago come l’aleggiare di un’immagine, l’odore acre di sudore misto alla traccia dolciastra della gomma da masticare e del profumo che veniva dalle ragazze che stavano a guardare, con le gonne di panno che avevo visto nelle fotografie, poi in minigonna, poi in pantaloni, con un orecchino solo e i capelli a ciocche rigide, puntute e striate di verde.

La recensione di Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood:

Siamo negli Stati Uniti che, in un futuro prossimo, devastato dalle radiazioni atomiche sono diventati uno stato totalitario.
Nella neonata Repubblica di Galaad, per preservare la specie si punta al controllo femminile.

La protagonista e voce narrante di questo romanzo è Difred, ovvero la donna appartenente a Fred.
A Galaad ha un solo compito: garantire la discendenza della casta dominante.

Difred non è il suo vero nome.
Inizialmente le hanno proibito di lavorare.
Poi le hanno sequestrato i soldi in banca, divenuti proprietà degli uomini di famiglia.
Infine le hanno tolto la libertà.

Tutte le donne “impure” della Repubblica sono state schiavizzate. Lei ad esempio era sposata in seconde nozze e aveva una figlia. Quelle fertili sono diventate Ancelle. Si riconoscono dal mantello rosso e dal copricapo bianco, che fa in modo che non guardino in giro, quando sono fuori.
Poi ci sono le Marte, donne schiavizzate non fertili, che in ogni casa si occupano delle faccende domestiche.
In questa società trovano anche posto i Custodi (l’equivalente maschile delle Marte), le Economogli, mogli di basso prezzo e conto, gli Angeli, i soldati incaricati di proteggere e infine le Zie.
Alle Zie è incaricata la formazione (e sottomissione) delle Ancelle: le assistono e le puniscono fino a quando non accettano lo scopo per cui esistono.

Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da.

Nella repubblica di Galaad la casta dominante è rappresentata dai Comandanti, che sono gli unici depositari del potere.
Interpretando a modo loro la Genesi, i Comandanti le cui mogli risultano sterili, possono dotarsi di Ancelle con cui, una volta al mese, nel periodo più fertile si accoppieranno dopo una cerimonia sul talamo nuziale con la presenza delle mogli stesse.

Nella casa del Comandante la vita di Difred va avanti per inerzia, scandita dai rituali di accoppiamento, nel periodo di maggiori fertilità, e dalle angherie della moglie del padrone.
Difred scoprirà amaramente che lei è solo l’ultima delle ancelle affidate al Comandante.
Quella prima di lei è morta suicida, non prima di aver inciso in un angolo dell’armadio la frase

Nolite te bastardes carborundorum

ovvero “Non lasciare che i bastardi ti schiaccino“… Questa frase è l’unica cosa che tiene a galla Difred.

Recensione Il racconto dell'Ancella, Margaret Atwood
“Nolite te bastardes carborundorum – Recensione Il racconto dell’Ancella, Margaret Atwood

Anche quando Serena Joy, la moglie del comandante, la obbliga ad accoppiarsi con Nick, il Custode factotum del Comandante, perchè sa che suo marito è sterile. Serena Joy, spietata, usa la figlia di Difred come leva, facendole vedere una foto, e così, benché titubante, Difred accetta ma successivamente dimostra un reale interesse per Nick.

Nel frattempo il Comandante, nonostante il divieto di frequentare l’ancella al di fuori della Cerimonia, inizia a frequentare di nascosto Difred. Quando Serena Joy se ne accorge promette severe ripercussioni.

Il racconto di Difred termina con lei terrorizzata e caricata sul fugone dei servizi segreti. Nick l’aveva raggiunta e rassicurata che era il Mayday, un movimento clandestino di resistenza. Non sappiamo in realtà se il furgone porterà Difred verso il suo salvataggio o la sua fine.

Quello che noi leggiamo non sono altro che le parole di Difred, incise su musicassette ritrovate circa un secolo dopo.

La mia opinione su Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood:

Era davvero tanto che volevo affrontare questa lettura.
Mi era stata consigliata da più parti ma sapevo che poteva essere impegnativa e così ho atteso il momento migliore.

Il romanzo di Margaret Atwood è davvero forte e cattura fin dalle prime pagine. Il problema è che non vieni solo catturatto ma vieni davvero travolto dalla storia di Difred al punto di soffrire con lei.

Un libro che dovrebbe essere letto da tutti, una lettura obbligata per capire cosa può fare la mente umana.
Sbalorditivo il fatto che, nonostante la Atwood lo pubblicò nel 1985, questo sia un romanzo davvero attualissimo.

La serie tv tratta da Il racconto dell’ancella, Margaret Atwood:

Non è raro che le serie TV vengano tratti da romanzi di successo.
Da questo romanzo è stata tratta la serie televisiva The Handmaid’s Tale del 2017, ideata da Bruce Miller. La serie, tra i vari premi vinti, vanta 9 Emmy Awards e 2 Golden Globe.

Il racconto dell’ancella
Margaret Atwood
Ponte alle Grazie, 2017, 400 pag., € 16.80

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