Il violoncello di Amir, Fuad Aziz

C’è tanta gente. Tante persone.
Tante domande, tante speranze.

Quotidianamente Europa, Italia, il mondo intero, sono messi a dura prova dall’arrivo di profughi che fuggono da guerra, fame e povertà. L’accoglienza e la solidarietà sono temi più che controversi nella società in cui viviamo attualmente, e parlarne è il modo migliore per capire come, cosa, dove, quando.
E perché.
Sono temi che dobbiamo coscientemente affrontare con i nostri ragazzi, per far sì che il mondo che stiamo affidando alle loro mani sia migliore. E il modo migliore per parlarne è secondo me – come sempre – quello di aprire un libro insieme.
Uguali & Diversi è uno dei temi che abbiamo affrontato tempo fa e periodicamente aggiorniamo, lo trovate qui.

La mia recensione di Il violoncello di Amir, di Fuad Aziz

Fuad Aziz è un autore che mi ha colpito tantissimo, da quando l’ho scoperto (questi sono i libri di Fuad Aziz che abbiamo già letto, se volete farvi un’idea: ve ne innamorerete!). Ha tratti forti, colori vivaci, invia messaggi potenti con il solo aiuto di un’immagine. Viene da una città antichissima, nel cuore del Kurdistan, Arbil, dove è nato nel 1951.

Presentare un autore come lui è soprattutto mostrare le sue illustrazioni:

Tavola da Il violoncello di Amir, Fuad Aziz
Tavola da Il violoncello di Amir, Fuad Aziz

La sinossi di Il violoncello di Amir, di Fuad Aziz

“Amir è un suonatore di violoncello che è costretto ad abbandonare clandestinamente il suo paese quando si rende conto che lì non può più vivere da uomo libero. Porta con sé il suo violoncello ma lo perde durante il viaggio…”

“Immigrato” è una di quelle etichette difficili da staccarsi di dosso. Spesso poi è abbinata ad un’altra etichetta, anche peggiore: “delinquente”.
Eppure sappiamo bene tutti quanti che non è sempre così.
Amir è un artista, un musicista. Una persona che è in cerca di quella libertà che nel suo paese non può più avere.

Dice Fuad Aziz:

“Oltre al musicista Amir, negli ultimi anni c’è purtroppo un numero incredibile di persone costrette a fuggire, dalla fame e soprattutto dalla mancanza di libertà: questo avviene a causa di un continuo crearsi di guerre nei loro Paesi da parte di poteri economici e militari, molto potenti, […]. Tutto questo avviene sotto gli occhi della silenziosa Europa che, anzi, partecipa spesso indirettamente alle guerre, con il pretesto di combattere sia i regimi dittatoriali che il terrorismo, due sistemi creati per dividere e distruggere.”

Mi accorgo che più che una recensione, questo post stia diventando per molti versi una riflessione su molto altro, quindi torno al sodo: Amir e il suo violoncello.

Sembra quasi di essere in un giardino, mentre il vento fa muovere lentamente le foglie come in una danza.

Un consiglio: fatevi portare via lontano dalla musica di Amir e del suo violoncello, sono certa che via aiuterà a pensare e a capire quanto siano importanti l’accoglienza e la solidarietà. Parlatene insieme ai bambini, aiutateli a capire la storia che si ripete, il mondo senza confini, le razze che non esistono, se non nella mente di qualcuno…

Il booktrailer di Il violoncello di Amir

Buona lettura a tutti. E buona musica. 🙂

Età di lettura: dai 4 anni

Il violoncello di Amir
Fuad Aziz
Matilda Editrice (collana I libri del filo invisibile), 2018, pag. 36, € 16,00
ISBN: 9788899908157

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