Nel silenzio delle nostre parole, Simona Sparaco

Ultima Modifica: Set 16, 2020

23 marzo, ore 23.41
Il cielo è terso, traforato di stelle, ma nascosto sporadicamente da una nebbia sottile che accarezza la città. Mentre l’oscurità tenta di spargersi sulla metropoli, un palazzo rivestito di intonaco rosa chiaro prende fuoco. Senza alcun segnale premonitore. Le fiamme all’improvviso.
Di lì a qualche minuto l’incendio raggiungerà lo strato esterno e altrettanto rapidamente si propagherà lungo i quattro piani dell’edificio.

Questo romanzo parla di un incendio in un palazzo in cui vivono tante persone così diverse tra loro, con i loro problemi, con le loro vite.

La recensione di Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco

Nel silenzio delle nostre parole racconta una serata, e, grazie a flashback, la vita di alcuni personaggi accumunati solo dal luogo in cui vivono: un palazzo in centro a Berlino, il condominio Kreuzberg.

Incontriamo Alice, italiana in soggiorno studio, che attende nel letto il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama e di cui però non ha ancora parlato alla madre.

Bastien invece non vive in questo palazzo ma ci abita sua madre, che va a trovare con un segreto nel cuore di cui non riesce a parlare con lei per paura di farla soffrire.

Poi c’è Polina, un’ex ballerina classica che lotta per accettare il suo corpo dopo la nascita di suo figlio, di cui non riesce a sopportare il pianto.

Nel negozio di fronte c’è Hulya, che pensa in continuazione a Polina, anche se non glielo ha mai detto, ma un giorno di questi lo farà.

Nel cuore di questo palazzo c’è un appartamento disabitato in cui però non è stato staccato nulla. Da un cortocircuito che parte dal frigorifero si sprigionano le fiamme, lente e invisibili, che divorano tutto quello che trovano.

La mia opinione di Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco

La Sparaco mi ha abituato da tempo ad una scrittura scorrevole ma estremamente bella.
Anche in questo libro non è da meno: racconta un evento drammatico in una maniera che coinvolge davvero e ti fa entrare in empatia con tutti i personaggi, nessuno escluso, personaggi che si sfiorano, si guardano, non si conoscono fino in fondo. Ognuno ha dentro di sè un bagaglio di parole mai dette.

Ed è proprio su questo punto, sulle parole mai dette che tanto c’è tempo, che siamo portati a riflettere alla fine della lettura.

Un libro forte, che mi ha spronato a dire alle persone che ho attorno che voglio loro bene, a non rimandarlo, perchè nella vita, non si sa mai…

Non esiste un nome che possa catalogare un genitore che ha perso un figlio: quando avviene il contrario si diventa orfani, quando si perde un marito o una moglie si diventa vedovi, ma per un genitore che perde un figlio, un termine, nella lingua italiana, non c’è. Era stata la prima cosa di cui si era parlato al primo incontro. «Amputato»: era intervenuta Silvana piangendo, ed era la prima volta che Franco la vedeva lasciarsi abbandonarsi in quel modo. «Almeno io è così mi sento. Perché quando ad andarsene è un figlio, è anche una parte di te che se ne va.»

Nel silenzio delle nostre parole: riconoscimenti vinti

Nel silenzio delle nostre parole ha vinto la prima edizione del Premio DeA Planeta, creato da DeA Planeta Libri e assegnato il 15 aprile 2019.
Alla prima edizione del Premio DeA Planeta hanno partecipato 1169 opere inedite, sia di autori già pubblicati sia di esordienti assoluti, provenienti dall’Italia e da molti paesi esteri, e le migliori cinque opere sono state sottoposte al giudizio di una giuria di qualità composta da importanti personalità della cultura. Il romanzo vincitore sarà pubblicato anche in Spagna, in America Latina, e tradotto in inglese e in francese, perché questo premio ha l’obiettivo di dare impulso alla lettura e di diffondere nel mondo romanzi italiani di qualità.
Gli altri 4 romanzi arrivati in finale erano: La marocchina di Silvia Bottani, La congregazione di David Mancini (pseudonimo), Io sono luce di Rosa Matteucci e L’esercizio di CP (pseudonimo).

La vicenda che ha ispirato Nel silenzio delle nostre parole

Le storie dei miei personaggi si ispirano ai fatti realmente accaduti nella Grenfell Tower di Londra, che nel 2017 prese fuoco, scioccando mezzo mondo, me compresa. Le mie storie però sono una finzione che mi è servita come pretesto per raccontare la difficoltà di comunicare tra genitori e figli, l’incapacità di mostrarci, proprio alle persone che ci sono più vicine, per quello che siamo.

Simona Sparaco, con una nota a fine libro, ci dice che questo romanzo è ispirato alla storia dell’incendio alla Grenfell Tower avvenuto a Londra nella notte del 14 giugno 2017, nel quale morirono 72 persone.

L’autrice: chi è Simona Sparaco

Simona Sparaco è scrittrice e sceneggiatrice.
Il suo romanzo di esordio è Lovebook.
Nessuno sa di noi è un libro che abbiamo amato e recensito, e con esso è arrivata finalista al Premio Strega.
Nel 2014 ha pubblicato con Giunti Se chiudo gli occhi, che nel 2015 ha vinto la nona edizione del Premio Tropea ed è stato tra i vincitori del Premio Salerno Libro d’Europa.
Nel mese di marzo 2016 con la casa editrice Giunti pubblica Equazione di un Amore
I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Sud America, Giappone, Inghilterra e Russia.
È la compagna di Massimo Gramellini con cui ha avuto un figlio, Tommaso.

Nel silenzio delle nostre parole
Simona Sparaco
DeA Planeta Libri, 2019, 284 pag., € 18.00

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