La Notte delle Croci e delle Morti, Marco Mazzucchelli, Danilo Oggionni

Una manciata di croci vengono calate dall’alto. Per un attimo sembrano percorse da migliaia di luci, come se fossero palazzi enormi, come se fossero astronavi nello spazio. Torna anche il ronzio. Come ogni volta mi sorprendo che sia un ronzio famigliare. Ogni volta è come se fosse un eterno deja vu.

La sera della semifinale dei mondiali di calcio del 2006 Luis e Brando stanno andando ad un concerto metal; mentre Luis guida inizia a raccontare a Brando di un’esperienza strana avuta qualche anno prima.
Lungo il percorso si devono fermare a casa dello spacciatore locale per rifornirsi e regolare alcuni conti in sospeso.
Da quel momento inizia un viaggio all’interno delle ossessioni dei due, un viaggio popolato da personaggi tra il borderline e il surreale.

ZeBuk ha provato a ripetere l’esperimento della lettura/recensione a più occhi: in questo caso La notte delle croci e delle morti, di Marco Mazzucchelli e Danilo Oggionni è stato letto e recensito da Elisa e da polepole. Che si sono scambiate pareri e dubbi e hanno raccontato così la loro esperienza di lettura.

L’opinione di Elisa su La notte delle croci e delle morti di Marco Mazzucchelli, Danilo Oggionni

«Sì, sì, lo devi trovare, mi sembra di averla già sentita questa storia, ma prima lascia che ti rinfreschi la memoria su quello che è davvero successo quel pomeriggio nel retro della discoteca.»
Lupo spegne la sigaretta nel posacenere, è il primo movimento che gli vedo fare. Poi butta fuori il fumo, lo libera sopra la sua testa come una nube.»

Un racconto surreale dove non si capisce cosa sia reale e cosa frutto di allucinazioni,  questo lo considero un pregio di questo romanzo che ti disorienta e ti incuriosisce al tempo stesso.
Una storia dove i dialoghi sono scritti in linguaggio crudo e spinto, mentre la narrazione mantiene un tono più pacato e a mio parere contrastante con i personaggi, quasi stridente,non nascondo che questo tipo di linguaggio mi abbia disturbato.
Non riesco a dare un giudizio di questo racconto perché non è proprio un genere che mi intriga.
Mi riservo di  leggere qualche altro romanzo di genere pulp per capire se è un mio limite o meno.

L’opinione di polepole su La notte delle croci e delle morti di Marco Mazzucchelli, Danilo Oggionni

Non so più dov’è finito Luis… non ricordo dov’è quella testa di cazzo del Toro. A quel grosso pezzo di merda non piace farsi vedere per casa sua. Anche quando passiamo da lui in serate normali, entriamo in casa e ci tocca aspettarlo anche mezzora prima che si decida a risalire da quelle scale, da quel buco di culo dove se ne sta sempre rintanato. Quando entri in questa casa di merda non sai mai dopo quanto tempo riesci a uscirne.

Immaginavo tutta un’altra storia, devo ammetterlo. Pensavo a un romanzo tra lo splatter e l’horror, attraversato da chissà quali riti satanici… invece mi sono trovata tra le mani un’allucinazione ubriaca di alcol e droghe, raccontata con un linguaggio spinto, sporco e molto vicino ad un colloquiale volgare che non amo ascoltare, soprattutto all’interno di un libro.

La notte delle croci e delle morti è definito un romanzo pulp. Nell’accezione moderna “pulp” è un genere letterario che propone vicende dai contenuti forti, con abbondanza di crimini violenti, efferatezze e situazioni macabre e che di norma viene apparentato con l’hard boiled, il poliziesco e l’horror (…)
(fonte: wikipedia.it)

Quello che ho notato in modo particolare è la differenza tra i romanzi all’origine del genere (scritti negli Stati Uniti da autori come H. P. Lovecraft e Robert E. Howard) e quello che viene riferito al genere oggi: mi pare si sia scaduti, a volte, in qualcosa di “troppo pulp”, troppo sanguinolento, rimpinzato unicamente da parolacce e imprecazioni. Devo ancora approfondire (per esempio mi ispirano tanto i libri di Chuck Palahniuk) ma al momento, considerato che l’unico riferimento a mia disposizione per poter fare un confronto è il forte – e questo sì potente e adrenalinico – Pulp Fiction, non posso esprimermi pienamente in un giudizio sul genere.

Quello che invece posso giudicare è “l’effetto in superficie” che mi ha dato la lettura di La notte delle croci e delle morti, di Marco Mazzucchelli e Danilo Oggionni: più che l’ansia e l’adrenalina che forse mi dovrei aspettare da un libro di questo genere, ho provato un certo disorientamento e una certa nausea per i dialoghi – fitti fittissimi, e questo ci sta tutto, considerato che viviamo una notte piena di pericoli, di sangue e di droga – ma molto appesantiti dalle imprecazioni.
La trama però è intrigante, perché depista il lettore verso un certo finale che poi chissà quale strada sceglierà di percorrere… insomma, nel complesso il mio giudizio è un “vorrei vedere di più, potrebbe essere bravo ma voglio vedere più impegno”. Che non è una sentenza da maestrina perfettina – lungi da me proclamarmi una esperta del genere – ma un forse da lettrice che si aspetta determinate emozioni, quando vengono promesse. 🙂

La Notte delle Croci e delle Morti
Marco Mazzucchelli, Danilo Oggionni
L’Erudita, 2019, p. 185, €. 20,00

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