Il piano inclinato, Matteo di Pascale

È nel momento in cui ottieni qualcosa
che inizi già a perderlo.

Cosa vi colpisce in una storia? Il ritmo? Il tema toccante? La possibilità di provare empatia verso i protagonisti? I profumi, gli aromi, i sensi? Le emozioni?

Il piano inclinato, di Matteo di Pascale, è una storia che fa provare rabbia, che fa ridere felici e gioiosi, che pone domande, che martella incessantemente quel dubbio che abbiamo avuto quasi tutti: se fosse più o meno necessario fuggire all’estero, visto che qui in Italia…
Un romanzo che mi ha fatto fermare più di una volta a riflettere su quei dubbi che a volte attraversano anche la mia mente, convintissima sostenitrice del fatto che se qui da noi c’è un problema la soluzione non è certo la fuga.

Sempre che uno ami davvero il posto dove vive.
La sua Casa.

La recensione di Il piano inclinato di Matteo di Pascale

«Altrimenti gli dirò che io sono Christos il greco e che non ho voglia di litigare in questa città bellissima. Ma guardala, malaka, che città splendida Amsterdam! Che luce! E che acqua! Sì, gli dirò proprio così, e che io prendo possesso delle barche che voglio e mi ci siedo come mi pare e piace»

Francesco ha all’apparenza tutto quello di cui ha bisogno: un buon lavoro, interessante, stimolante e ben pagato, una compagnia di coinquilini piuttosto coinvolgente, donne ad ogni angolo, una vita soddisfacente in una città, Amsterdam, ricca di vita, di divertimenti, di eccessi.
Poi arriva una domanda. Una domanda apparentemente innocua:

Perché te ne sei andato di casa?

E Francesco non trova la risposta.
Comincia a scivolare giù come una biglia sul piano inclinato della sua vita, che non accenna a tornare in equilibrio, si chiede il motivo dell’insoddisfazione, il senso degli eccessi e di tutto quello che sta vivendo. E non li trova. Fino a quando… o forse no?

La mia opinione su Il piano inclinato di Matteo di Pascale

Il piano inclinato di Matteo di Pascale non è però soltanto una riflessione interessante e provocatoria sullo stato degli expat, sulla crisi italiana, sul problema del lavoro, per giovani e meno giovani. In questo romanzo ho trovato diversi adulti superficiali, con poco entusiasmo, con obiettivi vaghi, prospettive quasi inesistenti. Specchio della società di oggi, sì. Specchio che mostra un’apparenza luccicante, fatta di vita mondana, notti nei bar tra droghe ed eccessi, poco pochissimo amore e sentimento. Tanta brama, poco pensiero. È davvero così? I ragazzi hanno davvero esaurito ogni curiosità, ogni cellula di vivacità e forza d’animo? Non ci credo, non voglio crederlo.
La mia non è una critica al romanzo, anzi. Penso invece che la provocazione dell’autore voglia far riprendere chi su quel piano inclinato sta già rotolando a gran velocità, chi per evitare la fatica sta perdendo l’Occasione, chi ha bisogno di una spinta, un appoggio per lottare e ottenere davvero quello che vuole dalla vita. Già, ma cosa vogliamo, noi, dalla nostra vita?

Il piano inclinato
Matteo di Pascale
Las Vegas edizioni (collana I jackpot), 2019, pag. 262, € 15,00
ISBN: 978-8895744483

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