Intervista ad Alexandre Rampazo

Oggi conosciamo meglio Alexandre Rampazo, scrittore e illustratore, autore di Ecco il lupo pubblicato da Gallucci Editore di cui abbiamo parlato qui su Zebuk qualche tempo fa.

L’intervista ad Alexandre Rampazo autore di Ecco il lupo.

1) Benvenuto su Zebuk, Alexandre. Prima di tutto, ti va di presentarti ai nostri lettori e di raccontare chi è Alexandre Rampazo?

Ciao Francesca, sono felice di rispondere alle tue domande. Posso iniziare dicendo che la famiglia di mio padre ha origini italiane ed emigrò in Brasile intorno al 1890, come molte altre famiglie a quei tempi. Io faccio parte della terza generazione e sono nato a San Paolo, in Brasile, dove vivo tuttora.
Intorno ai 17 anni ho iniziato a scrivere, illustrare e fare arte grafica. Ho lavorato per agenzie pubblicitarie, di cui sono stato anche direttore artistico, e studi di design ma dal 2008 mi dedico a tempo pieno alla letteratura e all’illustrazione.

2) Visto che sei un illustratore oltre che un autore mi piacerebbe chiederti qualcosa sul tuo percorso: come si diventa illustratori?

Come puoi immaginare, il percorso di ognuno è unico ed individuale e non c’è un modo esatto o logico. Io credo che l’interesse personale verso l’arte e le sue espressioni possa essere un buon inizio.
Nel mio caso, da bambino, ero molto interessato ad esprimermi attraverso le immagini. Cartoni, film e fumetti sono stati importantissimi nella mia infanzia così come negli anni dell’ adolescenza ed ancora oggi si ritrovano nel mio repertorio. Da questo amore per i diversi tipi di narrazione è nato il mio interesse per l’illustrazione e la creazione di storie. Mi piace pensare che la mia tecnica sia in costante evoluzione e desidero continuare a migliorare così da avere qualcosa di importante da offrire.

3) Nel processo creativo inizi dalle illustrazioni o dalle parole? Oppure le due cose viaggiano insieme?

Non credo di essere in grado di dare una risposta univoca. Il creare e la creatività sono campi pieni di incertezze e credo che è proprio da questo che derivi il loro fascino. Forse i miei lavori più recenti hanno un’origine, un punto di partenza, più illustrativo ma diciamo che ci sono dei momenti in cui la parola è più evidente ed altri in cui l’ordine creativo è sovvertito e tutto diventa una cosa sola.

4) Noi di Zebuk abbiamo letto con molto piacere Ecco il lupo e lo abbiamo trovato delizioso. I bambini a cui l’ho proposto si sono divertiti moltissimo. Come è nata l’idea di una storia così unica?

Una mia amica e scrittrice, Claudia Souza, abita a Milano ed ha portato Ecco il lupo in una scuola dove c’erano bambini di 4 e 5 anni. E’ davvero molto divertente notare che i bambini italiani hanno avuto le stesse reazioni di quelli brasiliani. Il modo in cui il libro si presenta cattura l’attenzione, provoca curiosità nel tentativo di capire cosa stia succedendo ai personaggi e al lupo stesso, ed anche la maniera in cui i bambini hanno creato una loro narrazione ad ogni pagina è stato il medesimo.
Questa storia è nata da un disegno fatto dal mio figlioccio Matheus (a cui il libro è dedicato). Nel disegno c’era un lupo che ululava alla luna, poi ad un bambino e di nuovo alla luna senza però che ci fosse il bambino. Ho notato da lì che il concetto del grosso lupo cattivo ha radici profonde nell’immaginario dei bambini. Ogni volta in cui il lupo è presente nelle fiabe è sempre impossibile la convivialità, lo stare insieme e la figura del lupo ne risulta stigmatizzata. Ed è proprio da questo pensiero che ho cominciato a chiedermi come la storia avrebbe potuto essere raccontata da questo punto di vista.

5) Ecco il lupo cambia totalmente il modo in cui siamo abituati a guardare il lupo; non è più il cattivo ma semplicemente aspetta che qualcuno gli dia una possibilità. Cosa pensi degli stereotipi così presenti nella società?

Il grosso lupo cattivo come lo conosciamo tradizionalmente ancora vive nelle fiabe ed è giusto che ci sia. La sua presenza ed esistenza sono necessarie così che i bambini possano usare la narrazione come un espediente per dare un nome alle proprie paure. Questo è essenziale, è un processo importante ed è parte del maturare e del crescere.

Io mi sono preso la libertà di raccontare qualcos’altro non con l’intenzione di creare una storia che rimpiazzasse il lupo così come lo conosciamo, ma per mostrarne un altro aspetto, diverso, da quello solito. Questo nuovo lupo può essere visto come il ritratto di quel bambino che è messo da parte o incompreso, per esempio, e che in fondo vorrebbe solo essere accettato o visto per quel che è. Molte volte ho parlato ai bambini di questa storia  e quello che mi ha toccato di più è stato un bambino che mi ha detto: “il lupo voleva solo una casa, vero?” ed alla fine, forse nel nostro io più profondo, beh, questo è proprio ciò che tutti vogliamo: sentirci accettati, avere una casa e l’opportunità di essere visti così come siamo senza nessun concetto prestabilito. Credo che Ecco il lupo dica molto più di noi che non del personaggio stesso.

6) Quali sono gli autori che più ti hanno influenzato e ti hanno fatto capire che scrivere ed illustrare era il tuo lavoro?

Come ho già avuto modo di dire precedentemente, molti tipi di opere mi hanno ispirato e di conseguenza anche tanti artisti fanno parte del mio bagaglio. E’ sempre molto difficile citare quelli che hanno avuto una grossa influenza sul mio lavoro. Bruno Munari, Maurice Sendak, Waria Lavater, Angela Lago, Moebius, Dave McKean, Rod Sering (sceneggiatore), Edward Hopper, Gustav Klimt, solo per citarne alcuni. Tutti loro costantemente appaiono in qualche modo influenzando il mio lavoro. Mi hanno ispirato ed ancora lo fanno ma certo ce ne sono anche altri.

7) Puoi dirci se hai qualche novità per i lettori?

Ho appena pubblicato in Brasile il libro Pinóquio -livro das pequenas verdades” dove ho rivisitato la storia classica di Carlo Collodi esplorandola attraverso una prospettiva che è davvero unica anche per Pinocchio stesso. Durante il mio soggiorno in Italia ho ideato 3 storie originali che presto potrò presentare a degli editori. Inoltre Gallucci pubblicherà qui in Italia un altro libro che ho scritto. Racconta di un ragazzo e della sua amicizia inaspettata con un orso. (http://www.alerampazo.com.br/livros-autorais/aqui-bem-perto/

8) Ed ora l’ultima domanda: quali sono i libri sul tuo comodino?

Di solito dico che mi ci vorrebbero almeno due o tre vite per leggere tutto quello che vorrei. Fare una lista è sempre difficilissimo ma proverò ad elencare alcuni libri che davvero amo. Libri come L’invenzione di Morel di Adolfo Bjoy Casares, Solaris di Stanislaw Lem e Cadeiras Proibidas scritto da un autore brasiliano Ignacio de Loyola Brandao. Questo libro è stato presente molte volte nella mia vita e ha avuto un impatto particolare ogni volta. Per menzionare anche libri illustrati, la lista continua ed è ancora più difficile sceglierne alcuni, questi tre in particolare sono quelli che mi affascinano: Zoom di Istvan Bajai, Le Petit Chaperon Rouge di Waria Lavater e Serie Libro Illeggibile dell’incredibile Bruno Munari.

Grazie mille della tua disponibilità, è stato un vero piacerti ospitarti sulla nostra pagina e a risentirci presto su Zebuk.

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