La bambina che andava a pile, Monica Taini

Ho due voci: mani e bocca.
Qual è la più forte?

La recensione di La bambina che andava a pile di Monica Taini

Monìc è una bambina simile a tante altre.
Ama giocare con i suoi amici ma non le piace studiare l’inglese perchè per lei è già tanto complicato parlare e capire l’italiano.
La bambina è sorda, ha una protesi acustica per aiutarla a sentire i suoni.
Monìc non vuole sentirsi diversa ma sa anche che spesso questa società la mette da parte.

La mia opinione su La bambina che andava a pile di Monica Taini

La bambina che andava pile è un bell’illustrato di Monica Taini pubblicato da Uovonero.
Le illustrazioni in bianco e nero sono commentate da brevi frasi che servono a farci calare nei panni di Monìc e nei disagi quotidiani che incontra.
Perché evidentemente la vita per una persona sorda presenta delle difficoltà che spesso gli udenti trascurano.
E così sfogliando questo libro ci ritroviamo a chiederci come ci si sente, come affronteremmo un’amica sorda.
Interessante poi il punto di vista di Monìc che si è sempre sentita uguale agli altri eppure

Per la legge sono diversamente abile, minorata sensoriale, handicappata.

 

Un testo breve eppure molto profondo che non nasconde le contraddizioni insite nella vita di Monìc e nella società in generale.
Il libro è corredato da un simpatico Glossario semiserio di cultura sorda per approcciarsi, spesso col sorriso sulle labbra, ed imparare tante cose su una cultura poco conosciuta.
Buona lettura.

La bambina che andava a pile
Monica Taini
Uovonero, 2018, p. 40, €. 13,50

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here