Il mondo che vogliamo, Carola Rackete

La storia del nostro pianeta ha raggiunto un punto di svolta: gli ecosistemi vengono distrutti, il sistema climatico sta crollando, e se non proteggiamo i diritti di altri esseri umani, anche i nostri diritti saranno presto in pericolo.

Carola Rackete è la giovane donna che nel giugno scorso, dopo giorni di richieste di aiuto e attesa in acque internazionali, ha sfidato i divieti delle autorità per portare in salvo i migranti presi a bordo della Sea-Watch 3, diventando in pochi giorni un simbolo globale di coraggio, giustizia e fedeltà ai propri ideali.

Abbiamo letto il racconto di quei giorni, che non è solo una cronaca dei fatti ma una storia che va oltre l’accaduto.

La recensione di Il mondo che vogliamo, Carola Rackete

Ci stiamo ponendo le domande sbagliate.
Il salvataggio in mare non si occupa dell’identità di chi ha bisogno di aiuto. Si occupa di soccorrere persone che rischiano di annegare.

“Ma Carola Rackete è molto più di quello che i media internazionali hanno raccontato in quei giorni concitati: è un’attivista con una chiara visione e una fortissima passione civile, un modello per tanti ragazzi e ragazze che scelgono di impegnarsi per un mondo migliore.”

La sua storia – da leggere, da capire, da interpretare – è un esempio valido per tutti.
Credere nei propri ideali e affermarli senza violenza.
Motivare le proprie azioni in modo convincente e ispirante.
Difendere l’ambiente, i diritti umani, il futuro del pianeta.
Prima che sia davvero troppo troppo tardi.

Il mio parere su Il mondo che vogliamo, Carola Rackete

È venerdì, 28 giugno 2019, il ventesimo giorno da quando siamo partiti dal porto di Licata, in Sicilia, per salvare vite umane. Sedici giorni fa, a poco meno di cinquanta miglia nautiche dalla costa libica, abbiamo caricato a bordo cinquantatré persone da un gommone inadatto alla navigazione in alto mare – uomini, donne incinte e minori, inclusi due bambini piccoli. Alcune di loro con problemi di salute e particolarmente vulnerabili sono state prelevate dalla Guardia costiera italiana. Ora ne abbiamo quaranta a bordo, sfinite e scoraggiate.

Devastante leggere queste pagine e sentirsi impotenti, impossibilitati ad aiutare le persone che rischiano la vita per fuggire dalla propria casa e cercare un mondo sicuro per sé e la propria famiglia.
Avvilente capire che le nostre possibilità di continuare a vivere in un mondo sano si stanno sensibilmente riducendo, ogni giorno che passa.
Terribile capire quanto le emergenze climatiche, che tutti collaboriamo ad aggravare, stiano influendo sull’immigrazione e sui movimenti umani nel globo.

Il racconto di Carola attraversa le sue esperienze di capitano su diversi tipi di nave, dalle rompighiaccio delle spedizioni di ricerca nell’Artico alle navi per il salvataggio nel Mediterraneo: quello che sta accadendo in tutto il mondo è un’emergenza globale e totale, che passa non solo attraverso i pericoli che affrontano gli immigrati per raggiungere porti sicuri ma anche dai tavoli dei governi che decidono misure insufficienti per il clima, e dai modi più adatti per riconquistare i valori fondamentali della solidarietà, della giustizia, della comunità.

Aver letto questo libro, ora, è stato importante: è il momento di agire. Anche con piccoli passi, non importa quanto si riesca a fare, ciò che conta è farlo:

Non possiamo permetterci di rinunciare solo perché secondo noi quello che otteniamo non  è abbastanza. Di fronte a cambiamenti climatici che procedono a gran velocità, anche un minuscolo tentativo di rigenerare gli ecosistemi è importante.

È il momento di agire. Ora. Tutti. Tutti insieme.

Il mondo che vogliamo
Carola Rackete, Anne Weiss
Garzanti (collana Saggi), 2019, pag.157, € 14,90
ISBN: 978-8811812456

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