Intervista a Valentina Santandrea

Intervista a Valentina Santandrea, Volevo fare la rockstar… poi ho smesso.

1) Ciao Valentina, benvenuta su Zebuk. Per prima cosa presentati ai nostri lettori? Chi è realmente Valentina?

Buongiorno Angela e grazie dell’intervista. Ho 36 anni, tre figlie adolescenti, una mamma, un fratello e un ex convivente eccentrici, e hanno tutti le mie chiavi di casa. Sono la collega femminista in un ufficio di soli maschi, l’amica spero empatica e anche la sconosciuta a cui si può dire tutto, che non giudica. Assomiglio a Polly (del blog) e a Olly (della serie tv) per le parolacce, le polemiche, la combattività, a volte l’immaturità, ma sono anche più tridimensionale e forse più “adeguata”.

2) Scrivi un blog da diversi anni, cosa ti ha spinto a scrivere un libro che ne prende spunto?

Quando ho scritto il libro avevo già scritto, da anni, il soggetto della serie tv. Passare da un blog di pensieri liberi a una narrazione strutturata è una prova interessante, sfidante, stancante ma anche molto divertente. Buttare giù pensieri è facilissimo: basta custodire un insight che ti è passato per la mente e scriverlo in un ritaglio della pausa pranzo. Un romanzo richiede un’idea estremamente precisa, lo studio approfondito di almeno una tecnica narrativa, la voglia di svegliarsi ogni mattina alle 6.30 per scrivere prima di andare al lavoro, ma fondamentalmente lo faccio perché mi diverto. Non ho mai scritto per piacere agli altri, non ho mai messo Google Analytics nel mio blog, non ho neppure chiesto a Rai Libri quante copie sono state vendute: lo faccio per me.

3) E della serie Tv che ci racconti? Io l’ho adorata e spero tanto in una seconda stagione, ci sarà?
Ah, la serie è stata un’esperienza per me eccezionale. Per anni ho pensato che non sarebbe mai andata in porto, era troppo maleducata. Poi un giorno sono andata sul set a Gorizia con le mie figlie e c’erano decine di persone, forse un centinaio contando anche le comparse, che lavoravano a questa cosa che io pensavo stesse solo nella mia testa e invece stava prendendo vita. Nella fattispecie noi eravamo sul set della scuola di Eros, io ero nella stanza con il regista, vedevo Riccardo nello schermo in primo piano, e mi ricordava tantissimo mio fratello quando faceva le superiori e mi dicevo “Ma com’è possibile? Che sta succedendo?”, e mi veniva da piangere pensando a Eros che soffriva, ero in una sorta di realtà amplificata, un’esperienza che credo capiti raramente nella vita delle persone, una fortuna pazzesca.

4) Quali sono i tuoi progetti futuri? Ci sarà un altro libro?
Scrivere mi piace troppo, sogno di essere riconosciuta come un’autrice non dico autorevole ma almeno un po’ capace, ma so che è difficile, in più non sono una che “ci crede”, cosa invece fondamentale per convincere anche il mondo a crederci. Comunque continuo a scrivere, ovviamente. Per fare questo, ho bisogno di restare nel mondo reale, sennò non ho niente da scrivere. Continuerò la mia vita esattamente come prima, continuerò a frequentare gente strana e a uscire spesso dalla mia comfort zone per vedere che succede. E sì, sto scrivendo un altro romanzo.

5) Quale libro ti è rimasto nel cuore, domanda d’obbligo per noi di Zebuk?
Tantissimi! Cito a caso: Furore e tutti i libri di Steinbeck, Germinale di Emile Zola, tutti i libri di Vonnegut, tutti i libri di Saramago. Invece un non- classico che mi ha colpito tanto, un paio di anni fa è stato “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?“. Una blogger con cui ci leggiamo da molti anni mi scrisse entusiasta che quel libro mi sarebbe senza dubbio piaciuto, ed era così entusiasta che decise di spedirmelo. In effetti è stato come una coperta calda, una lettura dolcissima sull’introversione e la malattia mentale.

6) Invece quale libro o quali libri hai sul comodino?
Ho la Repubblica di Platone, che è un trattato lungo e complesso che ho deciso di non divorare ma di centellinare, e poi ho appena finito un piccolo, dolce libretto, Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain. Domani andrò in biblioteca e prenderò qualcosa che amplifichi l’umore positivo e tranquillo di questo periodo. Anzi, adesso mi faccio un giro su Zebuk per cercare ispirazione.

Grazie mille e a rileggerci presto.

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