Il gatto che non è proprio mio: storia di un terremoto, Luana Troncanetti

C’è una scatola di latta piena dei suoi triangoli di carta dentro casa mia. C’era… una scatola di latta. C’era il ronfare del gatto che proprio mio non è, però la notte sente freddo e allora – quando è sera – il posto vicino alla stufa diventa tutto suo.

Torno a leggere racconti brevi. Per il piacere di farlo. O perché in questo periodo difficile e complicato per tutti non riesco a fare più nemmeno quello: leggere.
Chiusa dentro casa, non soffro tanto per il non poter uscire, quanto per quello che sarà. Per il futuro. Un po’ d’ansia, comune a tutti, credo, nonostante io viva perennemente con gli occhiali rosa inforcati…
Ma intanto leggiamo, che almeno ci si distrae.

La recensione di Il gatto che non è proprio mio: storia di un terremoto, Luana Troncanetti

Alle persone può bastare un attimo per il cambiamento. La ferocia dei miti è paurosa, il poco esercizio alla cattiveria li rende simili al demonio. L’attimo mio è stato Adam e non c’ho capito più niente. Ho rubato, mentito, tradito per lui.

Nell’estate del 2018 il racconto “Il gatto che non è proprio mio” – spin-off di un romanzo in cerca di editore – riceve una menzione d’onore al Premio Letterario La Tridacna e risulta fra le migliori quattro opere (non vincitrici) al Premio Cavallari di Pizzoli.

La storia di una donna, vecchia ma lucidissima e con tanti ricordi vivi più che mai, lei giovane durante la guerra, un amore al fronte e un nemico di cui si innamora in un attimo, lei dopo l’ultimo terremoto nell’Appennino Umbro-marchigiano, i crolli, le paure, quel gatto che non è proprio suo.

Il mio parere su Il gatto che non è proprio mio: storia di un terremoto, Luana Troncanetti

La mia paura più grande non è la casa persa; è di smarrirmi in quella nuova, se me ne daranno una di ricambio. È la fatica di riconoscerla pure di giorno, quello fa paura.

Luana sa strapparti lacrime e sorrisi allo stesso tempo. Sa cogliere sguardi e strazi, cuori sofferenti e corpi infuocati. Sa darti i brividi per emozioni che vengono da lontano. E ti fa tornare al presente con le parole sagge di chi ha vissuto la tragedia della guerra.

Letto in pochi minuti, mi è entrato in circolo e fatto sorridere e respirare. Nonostante non racconti solo gioie ma anche dolori, antichi e vicinissimi, tragici e irrecuperabili, quella vecchietta mi ha ridato fiducia: la vita non è così facile, a volte si accanisce con alcuni, li fa sopravvivere a disastri e a persone molto più giovani, ma quella stessa vita sa darti emozioni incredibilmente forti, sane, piene di energia. A quelle dobbiamo guardare, a quelle dobbiamo ambire in momenti difficili come quello che stiamo vivendo anche ora.

Il gatto che non è proprio mio: Storia di un terremoto
Luana Troncanetti
Kindle Edition, 2018, € 0,99
ASIN: B07KRL4QJR

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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