La ragazza dai capelli strani, David Foster Wallace

«Giustizia e ingiustizia non sono mica parole», disse. «Sono cose che uno sente dentro. Nelle budella, nell’intestino, da quelle parti lì. Non sono parole. Non sono canzoni con le chitarre. Sono le cose che ti fanno sentire in un certo modo piuttosto che in un altro. Sono dentro di te. Nel tuo cuore e nel tuo apparato digerente. Come la gente che personalmente ami»

Una raccolta di racconti da un autore che si è consacrato come “uno degli scrittori più influenti e innovativi degli ultimi 20 anni”. Uno di quei nomi che ho sentito talmente tanto ripetere in giro che ho preferito aspettare un po’ prima di provare a leggerlo.
Appena le acque si sono un pochino calmate, però, è giunto il suo momento e quello che sto per scrivere è la reazione che ho avuto leggendo le sue – tante – parole scritte.

La recensione di La ragazza dai capelli strani, David Foster Wallace

Faye e Julie sono sedute sopra due asciugamani leggeri, nel 1987, sul bagnasciuga, nude, in una spiaggia nudista a sud di Los Angeles, poco dopo l’alba. Il sole è alle loro spalle. Il Pacifico di prima mattina è lilla. I piedi delle ragazze vengono bagnati e poi abbandonati da una debole risacca. Il colore del cielo è un po’ grottesco.

Ho preferito sapere niente su di lui prima di leggerlo, per non farmi influenzare dalle già troppe parole che si erano spese su lui, la sua scrittura, la sua fine.

Ed è stato un bene, perché mi sono trovata faccia a faccia con una personalità strana, con fiumi di parole che continuano a scendere giù dalla pagina e non puoi che leggere e seguire e immedesimarti in chi parla, sia esso il braccio destro di Lyndon Johnson o il punk o l’attricetta intervistata da David Letterman in persona.
C’è da sentirsi straniti e disorientati quando svolti l’ultima pagina. Mancano le voci dei personaggi di DFW – come lo chiamano gli ammiratori -, mancano le sensazioni così ben descritte, c’è voglia di riaprire e ricominciare dall’inizio, non fosse altro che per chiarire qualche dubbio sulla propria capacità di comprendere dove voglia andare a parare coi suoi racconti. E sulla genialità che in tanti gli attribuiscono.

Se cercate in giro, leggerete che DFW affronta temi sempre simili: incomprensione tra generazioni, senso di impotenza di fronte alla quotidianità, difficoltà nel provare sentimenti veri e autentici, nevrosi, manie e ossessioni della società capitalistica. Ed è assolutamente vero: è questo che ho trovato anch’io nei racconti di La ragazza dai capelli strani. Ma c’è tantissimo ancora e sono sicura che ci sia altro da scoprire; da segnare sulla lista dei prossimi libri da leggere? Sicuramente Infinite Jest, il mastodontico capolavoro di cui tutti parlano.

Vi faremo sapere.

La ragazza dai capelli strani
David Foster Wallace
Minimum Fax (collana Sotterranei), pag. 302, € 16,00
ISBN: 978-8875218690

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