Intervista a Felicia Kingsley

Oggi conosciamo Felicia Kingsley, autrice apprezzatissima di Matrimonio di convenienza, Due cuori in affitto, Una Cenerentola a Manhattan, per citarne alcuni, tutti editi da Newton Compton Editori. Il suo ultimo romanzo è Prima regola: non innamorarsi.

Felicia, ti va di presentarti ai nostri lettori e raccontare un po’ di te?

Sono una bilancia ascendente toro, nata nel 1987, faccio l’architetto, l’insegnante, scrivo romance chick-lit e ho un debole per lo spritz al mirto.

Quando hai capito che avevi la vocazione a raccontare storie?

Scrivo dall’età di 12 anni, inventare storie è una cosa che ho sempre fatto, è la mia camera di decompressione, diciamo.

Il tuo primo romanzo l’hai auto pubblicato. Che consigli daresti a chi decide di percorrere questa strada?

Di scrivere sempre per passione, perché ci fa star bene, senza partire con l’ambizione del Pulitzer, perché quando si scrive per il motivo sbagliato si sente. Dare consigli sulla scrittura, così, a campo aperto è molto difficile perché si rischia di dire tanto per non dire niente, per questo ho creato una rubrica di consigli sul mio blog (http://www.feliciakingsley.com/) che si chiama Cose da scrittori, dove cerco di trasmettere un po’ di quello che ho imparato e continuo a imparare.

Prima regola: non innamorarsi è un romanzo rosa ed insieme anche un mistery storico. Come ti è venuta l’idea di unire due generi, se vogliamo, così diversi tra loro?

Credo fortemente nel reinventarsi in continuazione, ed essendo io un’amante dei caper movie, ho voluto scrivere una storia con due protagonisti sui generis. L’obiettivo è coinvolgere il lettore nella missione dei protagonisti, renderlo attivo, non solo un osservatore passivo.

Nick e Sylvie all’inizio sono come cane e gatto e i loro scambi di battute effervescenti sono godibilissimi. Il chirurgo e la Gazza Ladra, ghiaccio e fuoco. Credi che gli opposti si attraggano sempre?

No. L’alchimia dell’odio-amore funziona bene nei libri perché stuzzica l’interesse a scoprire la storia, ma nella realtà una relazione che nasce dal conflitto credo abbia già delle difficoltà in partenza.
Ciò detto, le storie d’amore dei romance non devono essere tutte obbligatoriamente odio-amore, possono esserci altre dinamiche di sviluppo.

Prima regola: non innamorarsi potrebbe benissimo diventare un film, sia per la trama sia per i luoghi scelti come ambientazione. Chi vedresti nella parte di due protagonisti?

Magari diventasse un film, ma devo dire che sono aperta a valutare ogni proposta per i casting. Quello che so per certo è che vorrei Guy Ritchie o Steven Soderbergh alla regia.

Sei la regina del romanzo rosa italiano e ti chiedo: hai degli autori preferiti di questo genere?

La Kinsella, senza dubbio, per i rosa contemporanei, mentre amo Julia Quinn per i regency romance.

Il romanzo rosa è spesso visto come una sorta di guilty pleasure. Tu cosa ne pensi? Quale è il tuo guilty pleasure letterario?

Guilty pleasure è il piacere perverso, il vizio colpevole, come quando mangi il gelato mentre sei a dieta, quindi ti piace ma ti senti in colpa perché sai che non dovresti. I libri non fanno ingrassare e non me ne frega niente se qualcuno pensa che un determinato genere letterario sia meno “nobile” di un altro. Non mi vergogno di nulla, leggo quel che mi pare. Sono coloro che giudicano, se mai, a doversi vergognare.

Stai già lavorando a nuovi progetti? Cosa devono aspettarsi i lettori di Felicia?

Sto ultimando un nuovo romanzo e sto mettendo avanti un nuovo progetto ma non mi piace mai sbilanciarmi prima che l’uscita si certa, perché tutto è in divenire. Di sicuro non farò mancare il tono leggero che le lettrici hanno trovato in questi sei romanzi.

Ed ora l’ultima domanda: quali libri hai al momento sul comodino?

Ho il Kobo, e dentro ce ne sono un centinaio. In lettura ne ho tre: una biografia di Hedi Lamar, un rosa, e un erotico.

Grazie mille Felicia per la disponibilità e a risentirci presto su Zebuk.

photo credits: newtoncompton.com  temponews.it

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