Il nome della madre, Roberto Camurri

Tornerà a casa per pranzo in un giorno di luglio, farà caldo, l’orizzonte trasformato in una linea liquida sotto un cielo sfocato.
Aprirà la porta e si ritroverà sua moglie davanti, bloccata nel corridoio come vittima di un incantesimo, le mani che si stringeranno pallide, il sangue confluito tutto nel viso, gli occhi spalancati.
Sarà scalza e sotto di lei, fra i suoi piedi, si allargherà una pozzanghera che bagnerà il pavimento; lui resterà immobile per qualche attimo, il tempo congelato.

La recensione di Il nome della madre di Roberto Camurri

Poco dopo la nascita di un figlio, una madre abbandona senza spiegazioni la famiglia.

Ettore e Pietro sono un padre e un bambino di pochi mesi che vivono a Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, un paesino di pochissime anime nel cuore della pianura padana.

Ettore fa del suo meglio per tirare avanti, alternando momenti di sconforto a momenti di rabbia. Soprattutto fa del suo meglio con Pietro, che crescendo assomiglia sempre di più a sua madre. Lo aiutano sempre Livio ed Ester, i suoceri.

Ma Pietro nonostante tutto deve crescere senza madre. Una solitudine che vediamo crescere in lui, giorno dopo giorno.

Guarda la campagna, l’erba, i campi incolti e arati, i fossi, e si chiede, infilandosi una mano in tasca, accarezzando l’osso che è ancora lì, se anche a lui passerà mai quel dolore, la mancanza di una madre.

Passano gli anni e piano piano i pensieri di Ettore lasciano spazio a quelli di Pietro, poi di Livio, il suocero e infine Ester, la suocera. Quattro persone accomunate dal dolore della perdita.

Una cosa che non cambia mai, però è Fabbrico, lo stesso paese che abbiamo conosciuto nel primo libro di Camurri (e di cui addirittura ritroviamo il bar della vecchia Bice).

Pietro si abitua a fare i conti con i silenzi del padre, in questo rapporto così ingarbugliato.
Scopre l’amore con Miriam e si trasferisce in città.

Finchè anche Pietro diventa padre e la storia sembra ripetersi da capo.
Finchè Pietro capisce di non essere così diverso da suo padre, come aveva sempre pensato.

Più di vent’anni di vita di Ettore e Pietro raccontate grazie alla vita di tutti i giorni, alle litigate, ai conflitti e alle emozioni.

La mia opinione di Il nome della madre di Roberto Camurri

Può un’assenza essere così presente?
Sì, se è Roberto Camurri a metterla nero su bianco: l’assenza della figura materna è una presenza in tutto il romanzo.

Avevo scoperto Roberto Camurri grazie al nostro filone dedicato agli esordienti.
Il suo esordio letterario, “A misura d’uomo” mi aveva molto colpita.
Con “Il nome della madre” mi ha ufficalmente catturata.

Il nome della madre” è un libro corto da intenso, sull’amore, sul dolore, sull’assenza.
Un libro sui rapporti famigliari scritto talmente intensamente da non riuscire più a fermarsi.
Un libro dal ritmo incalzante, quasi disorientante, in cui i sentimenti spesso sono condivisi in silenzio, eppure si leggono così vividi da fare male.

Un libro da leggere.

L’autore: Roberto Camurri

Roberto Camurri è nato nel 1982.
Vive a Parma ma è di Fabbrico. Lavora con i matti, è sposato e ha una figlia.

Ha scritto A misura d’uomo e Il nome della madre, entrambi pubblicati da NN.

Il nome della madre
Roberto Camurri
NN Editore, 2020, 176 pag., € 17.00

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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