Ritorno a Blue River, Grazia Caputo

La leggenda di Blue River narra che, se ti fermi sulla riva del fiume, puoi vedere la tua vita scorrere attraverso l’acqua: i tuoi successi, i tuoi riscatti, i tuoi sogni realizzati. E tutto quello che ti sei lasciato alle spalle: le delusioni, i rimorsi, i giudizi, la tua passata identità.

Un horror, dopo un po’ di tempo che non ne affrontavo… giusto in tempo per prepararsi per la notte più paurosa che ci sia, quella del 31 ottobre che arriverà fra poco, quella di Halloween… 

La recensione di Ritorno a Blue River, Grazia Caputo

Via Karlston era una strada stretta che si inoltrava verso la campagna aperta, lasciandosi alle spalle Blue River. Alla fine della via si trovava il cimitero appartenuto a un’antica famiglia ormai defunta che per diverse generazioni aveva fatto affari sui funerali.

Anni dopo aver lasciato Blue River per inseguire i suoi sogni, Grace Jones (ma non quella della discomusic e di Slave to the Rithm, quella di cui leggiamo è una Grace Jones un pochino più “tranquilla”, ndr) fa ritorno alla sua cittadina d’origine, completamente diversa da quando è partita: oggi, infatti, è una scrittrice di successo e non più la ragazza insicura di un tempo.
Grace vorrebbe solo scrivere il suo romanzo in tranquillità, ma durante la settimana di Halloween si susseguono strani eventi: telefonate anonime, appostamenti, rumori sinistri. Sarà la notte del 31 ottobre a rivelarle cosa sta accadendo e a costringerla a fare i conti con il suo passato.
(dalla quarta di copertina)

Il mio parere su Ritorno a Blue River, Grazia Caputo

Una donna di successo è colei che,
con i mattoni che le hanno lanciato per vederla cadere,
ha costruito castelli.
(Anonimo)

Grace Jones mi ha sempre affascinato, con la sua voce incredibile, con il suo atteggiamento e la sua presenza scenica, con la sua eleganza tutta particolare e molto originale.

Ma qui non stiamo parlando di quella Grace Jones, bensì di una ragazza ‘normale’, proveniente da una ‘normale’ cittadina di provincia con le sue ‘normali’ caratteristiche da cittadina di provincia (che lega, vincola e tarpa le ali), con le ‘normali’ difficoltà che una qualsiasi ragazza può avere, dai problemi dell’adolescenza a quelli un po’ più ingombranti e preoccupanti del bullismo. Grazia Caputo, l’autrice di Ritorno a Blue River (edito da Officina Milena), è stata anch’essa vittima di bullismo, lo riconosce nella nota a fine romanzo:

Di tutti i bulli che ho incontrato nella mia vita, e sono stati tanti, forse Jack Rider è stato il peggiore. Il cognome che gli ho dato nella storia è di mia invenzione e l’ho scelto perché rimanda a uno suono aspro, proprio come il suo carattere.

L’idea, lo sviluppo della trama, partita da uno spunto fortemente autobiografico e ampliata con invenzioni e parallelismi, a volte un po’ ingenui (ma ingenua lo è ancora anche Grace: la cosa è voluta, allora…), è piuttosto piacevole. Certo, si tratta di un racconto che vuole essere horror, quindi quell’aggettivo ‘piacevole’ va preso con le molle e interpretato secondo il proprio gusto in fatto di horror.
Il fatto però di aver raccontato una storia di bullismo, di averla dedicata proprio alle vittime del bullismo, è molto importante: vuole dire a chiunque soffra di attacchi violenti di questo tipo, che se ne può uscire, che si può vincere il male diventando persone più forti, magari facendosi aiutare ma, in ogni caso, affrontando i propri fantasmi e le proprie paure.

Sarei curiosa di sapere come continui la vita di Grace, dopo aver vissuto questa particolare notte di Halloween, sarei curiosa di capire come Grace stia portando avanti la sua vita… chissà, magari ci sarà un prosieguo?

Ritorno a Blue River
Grazia Caputo
Officina Milena, 2020, pag. 96, € 7,00
ISBN: 978-8832101355

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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