Gli artigli dell’aquila, Fabio Monteduro

Finché la morte cammina al tuo fianco
siete come sospiri di fuoco
in te di nuovo vedo l’inferno
fa’ il ritratto che ferma il tempo sulla Terra

Parole fumose che nascondono un terribile segreto. Cosa lega Lorenzo ai personaggi che si affacciano quasi per caso nella sua vita? Perché l’orribile tragedia accaduta a sua moglie? Da quanto arriva lontano tutto questo ‘male’?

La recensione di Gli artigli dell’aquila, Fabio Monteduro

La strada si snoda davanti a lui all’infinito. Il faro della moto scruta l’oscurità, tentando di non farla avvicinare, di tenerla il più lontano possibile. Dietro di sé, Lorenzo vede le luci dell’auto di Noemi, il motore sputacchiare.

Il bene e il male scelgono a caso il loro campo di battaglia? Forse no, come dimostra questo romanzo, dove nulla avviene per caso, nemmeno la terribile tragedia che investe Lorenzo, un insegnante di origini tedesche, che si trova proiettato al centro di un intrigo che sembra valicare i limiti stessi della vita. Né, tantomeno, è un caso l’eredità che riceve dal nonno: i rapporti tra loro, infatti, non giustificano il lascito di un appartamento in uno dei più bei quartieri di Roma.

Da qui parte un viaggio vorticoso nel passato, nella Germania a cavallo tra la fine della Prima guerra mondiale e l’inizio della Seconda; un percorso di ricostruzione millimetrico, un puzzle ricomposto attraverso indizi, fotografie, lettere e testimonianze. E, indagando, Lorenzo finirà per scoprire qualcosa di anomalo: tutti gli amici del nonno sono sopravvissuti ben oltre la normale soglia d’età, portandolo a chiedersi quale peso abbia avuto la seduta spiritica cui tutti loro hanno preso parte.

L’unica cosa certa è che esiste un enorme segreto capace di comprimere le loro coscienze come un macigno. Un segreto sul quale Lorenzo dovrà cercare di fare luce a tutti i costi.

Il romanzo inizia con una scena tragica, terribile, per poi, con un salto temporale, proseguire dritto in un continuo colpo di scena fino alla meta. Un male che è così subdolo che presenta il conto attraverso una serie di eventi collegati, apparentemente lontani. Un male che guida Lorenzo tra indizi macabri e eventi terribili per arrivare ad un finale che…

Il mio parere su Gli artigli dell’aquila, Fabio Monteduro

Mi torna in mente quella vecchia macchina fotografica; l’ho chiusa in un cassetto, ma forse la getterò via.
“Diciotto”
c’è inciso sotto.
“AH”

Quando inizi a leggere un romanzo senza sapere cosa ti stia aspettando possono succederti tante cose diverse: puoi trovare una trama che non ti ‘prende’, una che non ti arriva al cuore, una che ti lascia addirittura senza alcun interesse, oppure puoi rimanere così colpita dagli eventi, che assolutamente non ti aspettavi, che ti senti disorientata e senza parole.
L’ordito e la trama di questo romanzo terrorizzano. Per quello che raccontano, per come lo raccontano, ma soprattutto per l’odio da cui partono. Difficile lasciare le pagine fino al termine dell’intrico, molto più semplice immaginare cosa accadrà dopo, salvo poi ritrovarsi con un pugno di mosche tra le mani, perché niente è come appare davvero.

Ci vorrà di trovare un bel po’ di buonumore, con la prossima lettura: a volte succede. Quello che è meglio che non succeda più sono i fatti (purtroppo reali) a cui in più di un’occasione si riferisce questo ben congegnato romanzo…

Gli artigli dell’aquila
Fabio Monteduro
Dark Zone, 2019, pag. 180, € 14,90
ISBN: 978-8899845872

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