Nato a Hiroshima, Vichi De Marchi

Non vidi nessun bombardiere, solo una striscia bianca che solcava il cielo. Assomigliava alla pennellata di un pittore, uno sbuffo di colore su una tela azzurra.
Poi, improvviso, giunse il lampo che mi abbagliò. Proveniva da est, diretto alla collina.
Sembrava un fuoco di artificio. La luce era bellissima, gialla, o forse arancio, o blu.
Ho ricordi confusi. Di sicuro dopo quel rombo di motore non udii altro, nessuna esplosione, nulla. Solo un vento caldo e una nube alta che si alzava in cielo come un gigantesco fungo grigio e…velenoso.

La recensione di Nato a Hiroshima di Vichi De Marchi

Alina e Tommaso sono due studenti delle medie e vivono a Roma. Il papà è giapponese mentre la mamma è italiana.
La famiglia dovrà trasferirsi presto a Tokio e il nonno decide di venire a trovarli in Italia prima del loro rientro in Giappone.
Nonno Riku è un tipo silenzioso e riservato e i nipoti sanno che non devono stancarlo con troppe domande.
Eppure durante quella breve vacanza, Riku deciderà di raccontare ai ragazzi cosa accadde quella mattina del 6 agosto 1945.

La mia opinione su Nato a Hiroshima di Vichi De Marchi

Nato a Hiroshima è un libro per ragazzi di Vichi De Marchi pubblicato da De Agostini.
Il romanzo parte dai giorni nostri per poi spostarsi nel Giappone della seconda guerra mondiale.
La voce di Riku racconta lo scoppio della bomba atomica e i giorni seguenti fatti di dolore, sconcerto, morte.

Nato a Hiroshima è un libro toccante che racconta una delle pagine più crudeli della storia moderna e ci rammenta l’importanza di ricordare, di testimoniare ciò che accadde per non commettere più gli stessi, imperdonabili, errori.
Buona lettura.

Nato a Hiroshima
Vichi De Marchi
De Agostini, 2020, p. 191, €. 13,90

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