Odore di bombe profumo di pioggia, Arianna Papini

Mamadù cerca le conchiglie del deserto.
Pensa che è il mare ad averle portate lì un tempo quando ha disubbidito al vento caldo ed è volato via dal suo posto.

La recensione di Odore di bombe profumo di pioggia di Arianna Papini

10 bambini si raccontano attraverso parole e disegni.
Cambia il colore degli occhi, della pelle, dei capelli.
Cambiano i vestiti e le strade dove giocano: c’è chi pensa al papà lontano, chi alla patria lasciata, chi alla guerra.
Un unico filo conduttore lega queste storie geograficamente distanti: l’acqua.
L’acqua della fontana sotto casa, quella della pioggia che riempie buche, quella immaginata placida in un mare lontano.
L’acqua è un bene prezioso, simbolo di vita, ed è infatti vita che chiedono a gran voce questi bambini.
Una vita normale, senza guerre, bombe, odio; una vita dove essere semplicemente bambini.

La mia opinione su Odore di bombe profumo di pioggia di Arianna Papini

In occasione della Giornata internazionale dei diritti dei bambini che si celebra il 20 novembre, Bacchilega Junior ha pubblicato questo illustrato di Arianna Papini.

Un modo diverso per parlare di diritti negati, bambini e diversità, per rammentarci di alzare lo sguardo e allontanarci dalla nostra realtà.

In molte parti del mondo i bambini non hanno il diritto di essere bambini.
Devono crescere in fretta, preoccuparsi perché appartengono a una minoranza, perché c’è la guerra, o la mafia che decide tutto, oppure perché sono in un paese straniero.

Arianna Papini racconta queste storie con grande sensibilità riuscendo in poche righe a descrivere la quotidianità e il desiderio di normalità dei protagonisti e ad arrivare dritta al cuore dei lettori.

Buona lettura.

Odore di bombe profumo di pioggia
Arianna Papini
Bacchilega, 2020, p. 24, €. 16,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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