Figlia della cenere, Ilaria Tuti

Teresa Battaglia, invece, accettava la loro natura e così facendo la strappava al senso di repulsione. Lei riusciva  a prendere tutto delle persone che aveva davanti, anche l’orrore più grande, come un dato di fatto.
Ecco perché era così brava nel suo lavoro. Non giudicava, non si scandalizzava. Cercava sempre di comprendere. Ma questo aveva un prezzo. Soffriva con loro.

La recensione di Figlia della cenere, Ilaria Tuti

Un serial killer, in carcere, è accusato di avere ucciso un compagno di cella, Teresa Battaglia è la sola persona con cui vuole parlare.

Giacomo Mainardi era stato “incastrato” proprio da Teresa ventisette anni prima e le confessa di non avere ucciso lui il compagno, ma di avere assassinato un altro uomo durante una fuga dal carcere.

Per scoprire la psicologia dell’assassino dobbiamo tornare indietro nel tempo, al momento dei primi omicidi di Giacomo, troveremo una giovane Teresa ancora ispettrice e scopriremo i retroscena del suo matrimonio finito e gli inizi della storica amicizia con il dottor Parri.

Durante l’indagine invece, la commissaria è costretta a confessare al suo collaboratore Marini che le sue mancanze di memoria son dovute alla demenza incombente, e che quindi sarà presto costretta  a lasciare la squadra.

La mia opinione su Figlia della cenere, Ilaria Tuti

Ho letto tante recensioni negative relative a quest’ultimo romanzo Figlia della cenere di Ilaria Tuti con protagonista Teresa Battaglia.
Io, invece come sempre mi son fatta catturare dalla trama, ma più di tutto da Teresa, una donna tanto imperfetta quanto dolorosamente empatica, un pregio o un difetto questa sua caratteristica? Tra i due direi un rischio, perché in questa indagine scopriamo come per aver tentato di capire il serial killer mette in pericolo la sua stessa vita.

Quando lo condussero via, ciò che Teresa vide negli occhi sbarrati dell’ assassino era un paradosso.
Chi può spaventare lo spavento?
Teresa aprì la mano. La risposta, forse, era nel bigliettino  appallottolato nel suo palmo.

Ma il modo in cui l’autrice, attraverso la sua protagonista, scandaglia la mente umana, le paure, il dolore, le ombre, per me è sempre affascinante.
Inoltre in questo romanzo Ilaria Tuti tocca più o meno tangenzialmente anche altri temi come la disparità in ambito lavorativo e la violenza di genere sempre facendoceli “leggere” attraverso gli occhi e il cuore della sua protagonista.

Un libro che consiglio a chi ha amato Teresa Battaglia.

Figlia della cenere
Ilaria Tuti
Longanesi, 2021, p. 350, €. 18,60

over quaranta, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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