Erika Sattler, Hervé Bel

Perché Erika è bella, molto bella, e lo sa. Ventiquattro anni, alta, un seno generoso, fermo, fianchi larghi. Un corpo da amare, un viso da adorare, che ispira a volte la sensualità, a volte la poesia. Bionda, occhi azzurri, lo sguardo un po’ vago perché è leggermente miope. Il naso dritto, le labbra carnose, un po’ imbronciate, il mento rotondo. Se sorride, è l’immagine stesa della felicità, accessibile e tuttavia lontana, perché Erika non è una donna facile.

La recensione di Erika Sattler di Hervé Bel

Gennaio 1945. La Germania sta perdendo la guerra ma in pochi se ne rendono conto. Erika Sattler, fervente nazista, iscritta al NSDAP, partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, è in fuga con l’esercito verso Polsen, Polonia. Erika è orgogliosa della sua tessera del Partito e non crede nemmeno per un momento che il Fuhrer possa arrendersi. Gli ebrei si meritano ciò che è stato fatto loro e il popolo tedesco, puro e forte, non si farà certo travolgere dall’armata russa.
La realtà invece è totalmente diversa. Ovunque morti, persone in fuga e bombardamenti. Erika fugge, prima con l’aiuto dei soldati poi da sola. Il viaggio nella neve e nel freddo dell’inverno polacco è l’occasione per ripercorrere gli ultimi anni: dal matrimonio con Paul, ufficiale delle SS e traditore, alla incrollabile fedeltà agli ideali nazisti.

La mia opinione su Erika Sattler di Hervé Bel

Quando si parla di libri sulla Seconda guerra mondiale quasi mai si scrive dei cattivi, dei sostenitori e soprattutto raramente li si sceglie come protagonisti.
Hervé Bel coraggiosamente decide di raccontare un mostro.

Erika Sattler è giovane e totalmente impregnata di ideali. Per lei i proclami nazisti, le divise delle temibili SS, gli inni del Partito sono ciò che rende l’esistenza degna e infatti sposa Paul non perché lo ami ma perché è entrato nelle SS e lei potrà quindi essere la perfetta moglie tedesca che darà lustro al suo paese.
Ha mai un ripensamento Erika? No. Nemmeno quando è rintanata in una cantina o immersa nella neve fino alle ginocchia verrà meno il suo credo politico.
Erika è nazista fin nel midollo e questo crea un forte straniamento nel lettore che di fatto non trova punti in comune né chiavi di lettura che lo aiutino a comprendere un personaggio simile. Erika è così, punto e basta.
Hervé Bel racconta un personaggio che non cerca redenzione e non cambia idea, fino all’ultima pagina decanterà Hitler, e ce lo racconta senza dare giudizi nel corso della narrazione.
Durante la lettura mi sono chiesta spesso come si possa essere così estremi nella devozione a un ideale, se sia possibile non cambiare idea pur avendo sotto gli occhi orrori e crudeltà.

Un libro che colpisce duramente perché ci mette di fronte al male e alla violenza e ci ricorda che in ognuno di noi può nascondersi un mostro pronto a divorarci e a farci sprofondare nella banalità del male.
Buona lettura.

Erika Sattler
Hervé Bel
Edizioni Clichy, 2022, p.304, €. 19,00

 

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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