Intervista a Serena Guerra

Il mese scorso vi abbiamo parlato del romanzo d’esordio di Serena Guerra: A cavallo verso nessuno.

Oggi vi presentiamo lei, Serena, attraverso questa intervista….

Ciao Serena, benvenuta su Zebuk. Raccontaci di te!
Su di me non c’è molto da raccontare: ho 54 anni e, come la protagonista di “A cavallo verso nessuno”, sono istruttrice di equitazione. Ovviamente ho scelto per il mio libro soggetti e ambientazioni che conosco profondamente. Amo leggere, scrivere, amo vivere vicino agli animali. La natura e la libertà sono le mie grandi passioni. Che si tratti di mare, montagna, bosco, fiume e semplicemente un giardino, trascorrere del tempo vicino alla natura è ciò che preferisco.

Quanto di te c’è nella protagonista di A cavallo verso nessuno?
Come ho appena detto ci sono molte somiglianze tra noi, ma… perdonami se ti rispondo con estrema franchezza: non credo che sia così importante sapere ciò che mi chiedi. Quella che io racconto è una storia di fronte alla quale, certamente, vorrei che sorgessero delle domande; ma le domande di cui parlo sono del tipo. “Fino a che punto il mio cammino dipende dalla sorte e non da me?”, “Cosa voglio, davvero, per me stesso/a?”, “Qual è il vero significato di ciò che mi accade? Dove sta il messaggio nascosto?”. Ecco, queste sono le domande che vorrei sorgessero, non interrogativi circa il fatto se l’autrice e la protagonista si rassomiglino. Perché questo non toglierebbe né aggiungerebbe niente, né cambierebbe il senso della storia.

Cosa ti ha spinto a mettere nero su bianco la tua esperienza?
Io faccio l’istruttore: condividere esperienze è il mio mestiere e la mia vocazione. Quale altro modo di crescita è migliore di questo: condividere e confrontare esperienze?
Il confronto stimola le opinioni, l’introspezione, la conoscenza e consapevolezza di se stessi. Non so immaginare una forma di avarizia più grande dell’avarizia di esperienze, del tenersi per sé cose e storie che potrebbero essere utili pure agli altri. Una volta ho avuto un maestro di kung fu che era molto avaro del proprio sapere: temeva di condividerlo con chi non lo meritasse. Ebbene, il mio atteggiamento in proposito è diametralmente opposto: buttiamo invece sul tavolo, alla luce del sole e a disposizione di tutti, il nostro sapere, il nostro vissuto, e -perché no?- i nostri dubbi; qualcuno sarà interessato, qualcun altro no, qualcuno sarà meritevole e qualcuno no, non sta a noi stabilirlo. L’importante è contribuire, non lesinare, e di certo i meritevoli sapranno trarne i propri frutti, i non meritevoli, semplicemente, non sapranno cosa farne… Noi, in ogni caso, non ci avremo perso nulla.

Hai altri libri in cantiere?
Mi piacerebbe scrivere ancora, certo, e tra le varie cose pure un manuale di equitazione. Ma ci penserò con calma. Per ogni cosa è bene sempre aspettare la giusta ispirazione.

Domanda di rito per ZeBuk: qual è il tuo libro preferito e quello che hai attualmente sul comodino?
Per il libro preferito, purtroppo, non ti posso rispondere perché sono più di uno, anche se “Foglie d’erba”, di Whitman, non si allontana mai troppo da me. Al momento sto rileggendo “La collina dei conigli”, di Adams. Mi piace rileggere i vecchi libri che amo, non più con l’urgenza di scoprire la trama, bensì con la calma necessaria per gustarne ogni pagina.

Grazie mille Serena per la disponibilità e a rileggerci presto su Zebuk!

Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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