Figlie del mare, Mary Lynn Bracht

Hana aveva sedici anni e non conosceva altro che l’occupazione.

La recensione di Figlie del mare di Mary Lynn Bracht

Hana vive con la sua famiglia in Corea, sull’isola di Jeju. Ha sedici anni ed è una haenyeo cioè una donna del mare. Il suo lavoro è nuotare e raccogliere ciò che il mare offre.

Essere una haenyeo è un lavoro speciale che si tramanda di madre in figlia. Bisogna essere forti, trattenere il fiato a lungo per restare sul fondo e sapere come risalire senza paura.
La Corea nel 1943 è una terra lacerata dall’invasione nipponica. È proibito parlare coreano e persino i nomi delle persone devono essere giapponesi.

Un giorno Hana viene presa da alcuni soldati. La ragazza non sa che sta per iniziare un incubo che la porterà lontano dalla sua famiglia, dalla sorellina adorata, da tutto ciò che conosce. Hana non sa ancora che sta per diventare una comfort woman cioè una prostituta al servizio dell’esercito giapponese.

La mia opinione su Figlie del mare di Mary Lynn Bracht

Figlie del mare è una narrazione forte e brutale su un aspetto della storia di cui nessuno sapeva nulla fino a pochissimi anni fa. Ci fa conoscere il destino di quelle che si stima siano state duecentomila tra donne e bambine rapite, stuprate e uccise durante l’occupazione giapponese. Di queste donne pochissime sono sopravvissute.

Mary Lynn Bracht è americana di origini coreane e proprio durante un viaggio nel villaggio natale di sua madre ha sentito parlare per la prima volta delle comfort women. Da lì ha iniziato una ricerca che l’ha portata a pubblicare Figlie del mare, suo romanzo d’esordio.

La storia si dipana a capitoli alterni: uno racconta il travagliato e terribile destino di Hana attraverso la Corea, la Manciuria e la Mongolia mentre nell‘altro capitolo conosciamo Emi, sua sorella, che ormai anziana tenta di sapere cosa ne sia stato di Hana.
Due donne per raccontare un lato oscuro e drammatico di storia contemporanea dove i più deboli, donne e bambine, hanno pagato un prezzo altissimo.

Il romanzo è trascinante e potente con una scrittura che cattura e alterna momenti di grande brutalità ad altri poetici, come nelle descrizioni delle cerimonie coreane. Un libro che racconta la barbarie di ogni guerra dove il più forte cerca unicamente di sopraffare i più deboli incapaci di difendersi.

Hana è un personaggio incredibile, non si arrende ma diventa il simbolo della forza che non si fa sopraffare dalla ferocia ma riesce a resistere, ad andare avanti in memoria di tutte le haenyeo, della sua famiglia. In memoria di tutte le donne che non sono mai tornate.
Buona lettura.

Figlie del mare
Mary Lynn Bracht
Longanesi, 2018, p. 370, €. 18,60

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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