Noi siamo i lupopesci, Alfonso Lentini

Partenza
Prendendo posto in un treno, un nano di mente si trovò in mezzo a una folla di altri nani di mente. Dove va questo treno? chiese senza rivolgersi a nessuno in particolare.

Ogni tanto serve buttarsi in racconti che sono sogni, strani, molto, a occhi aperti. Serve, leggere micronarrazioni che aprano la mente a mille domande su “come continuerà? Come andrà a finire?” per far lavorare la mente, per renderla “viva”.

Perdersi tra le sabbie significa essere ospiti e prigionieri dei dervisci di pietra, la cui pelle è grigia e dura come arenaria.

Chiederete: cosa porta ad amarli?

Hanno voci profonde e occhi gentili. Mangiano poco e bevono molto tè; i loro ampi abiti bianchi profumano di menta. Sono goffi in ogni movimento, finché non producono musica. Allora pregano danzando magnificamente, e nel danzare inseguono in eterno l’annullamento di un sé già più sottile di un filo di lino.

Chiederete: cosa spinge a odiarli?

La recensione di Noi siamo i lupopesci, Alfonso Lentini

Si chiamano “microfinzioni” e sono micronarrazioni con un massimo di 2500 battute per ogni storia.
In questa raccolta si distribuiscono in più capitoli a seconda del tema (una famiglia che ama le scale, un viaggio sulla luna ma dall’alto in basso e via così 😍…)

Vedi? su questo pianeta le cose vanno a gonfie vele. Tutto scorre, tutto fila liscio. Morendo e nascendo, ogni cosa si dà il cambio; e tutto fila. Che vuoi sia nascere? Che vuoi sia morire?

La mia opinione su Noi siamo i lupopesci, Alfonso Lentini

“Inspiegabile” è l’aggettivo che pare più calzante, per questo libro, prezioso quanto misterioso, perché capace di farti viaggiare in altre dimensioni, in altri spazi, in un tempo rarefatto e frammentato.

Le storie brevissime di Noi siamo i lupopesci di Alfonso Lentini, sembrano arrivare da un altro pianeta, da una realtà parallela, assurda, senza senso. Piccole storie visionarie, concatenate l’una all’altra, animate da personaggi unici; storie caratterizzate da una fine ricerca nel linguaggio, nei giochi con le parole, da un

“guardarsi intorno con occhi disposti alla meraviglia, l’assecondare gli scatti di rabbia, le angosce, ma a volte anche la voglia di ridere di fronte all’assurdo delle cose.”

Lentini ottiene così una raccolta che è sogno, popolato da magie e stranezze, che è fantasia, ricca e paradossale, a volte, che è però, anche, basata su riferimenti reali, come la tragedia del Vajont, l’assurdità della guerra, il problema degli sbarchi, lo scolorimento della politica, per fare qualche esempio.

Alla fine, leggendo Noi siamo i lupopesci, di Alfonso Lentini, accadrà anche a voi, forse, quello che è accaduto a me: leggendo, mi è parso di non aver capito nulla, poi, la sostanza è entrata in circolo e non dico che abbia funzionato immediatamente ma dopo poco ha cominciato a produrre effetti interessanti.
Ora sono alla ricerca di tutta la produzione… 😁

Noi siamo i lupopesci
Alfonso Lentiniù
Pièdimosca, 2023, €. 12,00

polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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