La valle dei fiori, Niviaq Korneliussen

«Ti ricorderemo per sempre, scrivono taggandoti su Facebook, ma truth is che solo una minima parte lo farà davvero. Gli altri continueranno a vivere, continueranno a scrollare i loro feed, e si ricorderanno di te per un attimo solo quando gli sembrerà di averti vista in città. E allora penseranno ah, no, lei non c’è più»

Per questo romanzo le è stato conferito nel 2021 il Premio del Consiglio Nordico, il più prestigioso riconoscimento letterario della Scandinavia, prima volta in assoluto per un romanzo groenlandese. Lei è Niviaq Korneliussen, nata nel 1990 a Nanortalik, in Groenlandia.

«E prendimi, prendi la mia anima, seppelliscila sottoterra, in profondità, perché non esca più»

La recensione di La valle dei fiori, Niviaq Korneliussen

Troppo grossa, troppo scura, troppo diversa dai compagni di studio. E mentre tutti vedono un solo suo lato (o non vogliono vederne altri?), quello di una giovane donna che si appresta ad affrontare il suo brillante futuro trasferendosi in Danimarca, lei vede solo un vuoto sempre più profondo.
Quella dove si ritrova, tornando a casa per partecipare al lutto della cugina della sua ragazza, è una valle di fiori di plastica, piena di croci senza nome, dove vengono seppelliti i troppi giovani inuit che ogni anno si suicidano.

«22. Ragazza. 17 anni. Si è impiccata nel capanno del padre, che l’ha trovata al mattino»

Il mio parere su La valle dei fiori, Niviaq Korneliussen

Forse leggere questo libro avendo in giro per casa un’adolescente in piena regola non è stato un bene. O forse sì.
Nudo, crudo, spietato, La valle dei fiori di Niviaq Korneliussen, mi ha catapultato in un mondo, quello dei drammi dell’adolescenza, che ricordavo in parte, ma non certo a tinte così scure e drammatiche.
Poi però approfondisci e capisci: oltre alla ‘normale’ crisi adolescenziale c’è tanto, troppo altro. C’è una cultura che non accetta la depressione, quel malessere che porta tanti giovani groenlandesi alla morte prematura, che si rifiuta di trattarla come una malattia, un tabù di cui nessuno vuole parlare. C’è la totale assenza di una letteratura che approfondisca il tema dell’omosessualità. Ci sono anche i bassi livelli di serotonina, ma, dato tutto il resto, forse si tratta solo di una concausa:

«Abbiamo il più alto tasso di suicidi al mondo. Nel corso di diverse generazioni sono venute a mancare tantissime persone che avrebbero potuto essere ancora qui. Che avrebbero potuto vivere una vita lunga, e non diventare solo ventenni, quindicenni, dodicenni. Abbiamo un sistema che vi trascura ripetutamente quando avreste più bisogno di aiuto. Non si assumono la responsabilità, la scaricano su di voi, voi che nemmeno sapete se sarete in grado di superare la notte». (Dal Discorso pronunciato al conferimento del Premio del Consiglio Nordico da Niviaq Korneliussen)

Korneliussen da’ voce a tutte queste persone. Lo fa in modo potente, drammatico, allegro, irriverente, poetico.
Bellissimo.

La valle dei fiori
Niviaq Korneliussen
Iperborea, 2023, p. 298, €. 18,50

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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