
C’erano dieci teste
E nove cappelli,
così Georgina dovette andarsene.
La recensione di Dieci teste, nove cappelli, Micaela Chirif, Mercé Galì
Può succedere che si rimanga senza oggetti a sufficienza.
Può succedere che ci siano più bambini che cose da dare a tutti loro, una per ciascuno.
Può succedere che manchino, le cose.
E allora come si fa? Bisognerebbe trovare qualcosa che risolvesse questo problema…
Ma stiamo sicuri che dove c’è amore, dove c’è affetto, quello non mancherà mai, sarà sempre abbastanza, per tutti quanti.
C’erano otto bocche
E solo sette pasticcini
Così Eugenio dovette andarsene.
La mia opinione su Dieci teste, nove cappelli, Micaela Chirif, Mercé Galì
Se anche gli oggetti, le cose materiali, sono limitati, si può trovare il modo di risolvere il problema: si possono condividere. E se proprio non si può (ma dai che si può!) ci si può sempre consolare con l’affetto di chi ci vuole bene.
Una nonna, per esempio.
Che ha dentro di sé riserve infinite di abbracci e coccole. E bastano sempre, garantito!
Con Dieci teste, nove cappelli di Micaela Chirif e Mercé Galì si può imparare a contare alla rovescia, si può imparare a disegnare facce e altre parti del corpo, ma soprattutto si può imparare che le cose materiali non hanno il superpotere che ha l’amore: quello di essere capace di moltiplicarsi all’infinito e bastare sempre per tutti.
Un altro albo riuscitissimo per Kite Edizioni, che sforna una chicca dopo l’altra!
Dieci teste, nove cappelli
Micaela Chirif, Mercé Galì
Kite, 2025, p. 40, €. 16,00








