A nord di Thule, Knud Rasmussen

Oggi inizia il cammino, il grande viaggio nel Nord della Groenlandia, col sole primaverile e la limpida allegria della partenza. Salve a voi, compagni, uomini felici sulla soglia di gioiose rivelazioni! Le mattine solleveranno il lembo del grande ignoto e col sole correremo incontro ai nostri desideri! Là fuori, all’aperto, pieni di bramosia per i giorni che nascono, coi muscoli tesi, avidi come predatori in corsa, salutiamo l’inizio, il viaggio verso nord! Con l’animo sereno, a vele spiegate, pronti per entrare in nuovi mondi col vento in poppa! Chi può essere più ricco?

Un diario di bordo autentico, composto dal racconto di miti, leggende fondative e riti iniziatici ma anche da tecniche di caccia e pesca, da istruzioni per rivestire le lamine da sci in pelle di tricheco o per costruire un igloo: un patrimonio etnografico che riporta fedelmente la vita e la cultura di un popolo, gli Inuit.

La recensione di A nord di Thule, Knud Rasmussen

Nell’aprile del 1912 Knud Rasmussen parte dalla stazione commerciale Thule (fondata nel 1910 da Rasmussen con l’amico Peter Freuchen: un punto di riferimento importante, perché questa stazione commerciale si trasformò nel tempo in base di partenza per una serie di sette spedizioni, tra il 1912 e il 1933, passate alla storia come “Spedizioni Thule”), accompagnato da un cartografo danese e due cacciatori inuit, a bordo di slitte trainate da cani: vogliono mappare il canale di Peary – un braccio di mare che separerebbe l’isola dal suo estremo Nord, creando un isolotto su cui l’America potrebbe avanzare pretese – e testimoniare usi e costumi del popolo inuit.

Una natura vergine, tanto crudele quanto meravigliosa, che affama cani e umani ma regala scenari mozzafiato fatti di luce, vento e ghiaccio, è quello che li attende.
Rasmussen racconta il viaggio, la sopravvivenza, i saperi del popolo Inuit, alternando miti e problemi pratici da risolvere, leggende di fondazione e tecniche per costruire un igloo.

Mi sembrava che gli stati d’animo del momento cogliessero il lato puramente umano dell’esistenza semplice, della vita tra avversità e ostacoli, tra incertezza e incanto, di chi partecipa a una spedizione nella grande natura, apprezzata dall’esploratore più di qualsiasi altra cosa al mondo.

La mia opinione su A nord di Thule, Knud Rasmussen

Iperborea è una garanzia se vogliamo tuffarci in un viaggio nel nord del mondo. Con A nord di Thule di Knud Rasmussen ho toccato con mano luoghi che probabilmente non vedrò mai di persona (mai dire mai, è vero, lo so).

Il suo racconto, la “quotidianità del viaggio” che riporta fedelmente nel suo diario, è un’esperienza profonda, fatta non solo di questioni pratiche e conoscenze di miti e leggende, ma è anche un viaggio dentro noi stessi, tra avversità e ostacoli di ogni giorno, che facciamo ogni volta che ci poniamo di fronte al viaggiare come modo di scoprire e di conoscere ciò che è ignoto.

A nord di Thule
Knud Rasmussen
Iperborea, 2025, p. 256, €. 18,50

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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