Anna in riva la mare, Sheldon Currie

E immagino che abbiano pensato che se ci sono italiani nel Cape Breton, ci devono essere anche dei fascisti, proprio come a Toronto, Montreal e Ottawa.

La recensione di Anna in riva la mare, Sheldon Currie

Nel 1939 il Governo del Canada approva i “Regolamenti concernenti la difesa del Canada”, può cioè imprigionare chiunque sia sospettato di essere un nemico del Paese. Quando l’Italia entra in guerra gli italo-canadesi vengono arrestati. Li chiamano alieni nemici, espropriano i loro beni, li internano in campi di concentramento perché sono italiani e quindi spie di Mussolini. Sono nemici.

Anna in riva al mare, pubblicato per la prima volta in Italia da Les Flaneurs Edizioni, ci racconta proprio questo clima di odio e sospetti conquistandoci completamente.

Coaltown, Canada, è una città di minatori dove moltissimi italiani sono immigrati in cerca di fortuna e di una vita diversa. La comunità italiana è ben integrata in città anche se non mancano nomignoli dispregiativi e gelosie. Quando Mussolini porta l’Italia nella seconda guerra mondiale tutto cambia. All’improvviso gli italiani sono nemici da contenere, persone pericolose, fascisti pronti a rivelarsi spie. Gli uomini vengono rastrellati e portati in carcere e tra questi c’è anche Tomassio. Per Anna è l’inizio di un periodo difficile: senza il marito rischia di perdere la casa e non ha un lavoro che le possa dare garanzie.

Intanto l’odio serpeggia, le accuse passano di bocca in bocca e l’unica persona di cui ci si può fidare è Padre Rod che cerca di mediare e di capire come aiutare i suoi parrocchiani senza che perdano la speranza.

La mia opinione su Anna in riva la mare, Sheldon Currie

La storia ha tre punti di vista diversi: Anna, Gelo, figlio di Anna e Tomassio, e Padre Rod. Non è un libro semplice soprattutto all’inizio quando si incontrano i personaggi e ci si inizia a orientare in quello che è un romanzo sfaccettato ma raccontato spesso con toni lievi.

Padre Rod è un reduce e sa sempre bilanciare dolore e gioia, serietà e leggerezza non prendendosi mai troppo sul serio. Anna adora la sua vita in Canada anche se non tutti i suoi desideri si sono avverati e Gelo è un ragazzo innamorato e pieno di speranze, campione di baseball adorato da tutti.

Quando gli italiani iniziano a essere arrestati il mondo che conoscevano si sgretola. I non italiani voltano le spalle a chi prima era amico e collega, le accuse colpiscono per punire vecchi rancori e rivalità e Coaltown diventa un luogo dove conta solo dove sei nato.

Non conoscevo questo episodio della storia recente e mi ha fatto molto pensare. Dove si è nati conta più di una vita ben spesa? Se Tomassio fosse nato in Canada non sarebbe mai stato accusato di spionaggio eppure, chi lo dice che per essere una spia bisogna essere nati da un’altra parte?

Sheldon Currie scrive una storia che parte un po’ in sordina ma che poi fa innamorare il lettore di personaggi veri, anche pieni di difetti e un po’ scorretti, e ci insegna che l’odio e la paura dividono, che la guerra porta morte e dolore ma che il dolore può anche trasformarsi in un dono insperato.

Buona lettura.

Anna in riva la mare
Sheldon Currie
Les Flâneurs Edizioni, 2025, p. 300, €.b 19,00

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SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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