
La Piccerella credeva a tutto quello che vedeva e anche a quello che non vedeva, allo stesso modo, senza curarsi del confine tra cos’è possibile e cosa no. Così, secondo le sue convinzioni, da quella ostinata pianta di cavolo un giorno poco lontano avrebbe potuto sentire il lamento di un bambino, lo stesso che, da lì a poco, avrebbe ascoltato tutti i giorni e tutte le notti.
La recensione di Tornerà la primavera, Nadia Noio
Fine Ottocento, Campania. Tutto comincia qui. Dalla Piccerella, dalla Libbardèra, da Orlando, da Mascariello.
La vita è semplice per chi ha nulla su cui contare. La Piccerella è una delle tante giovani ragazze “a servizio”, di una aristocratica famiglia napoletana; si è convinta che i bambini nascano sotto ai cavoli. Ma purtroppo per lei non va proprio così, e quello che accadrà quando si accorgerà di essere incinta cambierà tutta la sua vita per sempre.
Generazioni che una dopo l’altra si trovano a dover affrontare la vita, coi suoi colpi di scena. Il racconto di queste vite si dipana dal 1860 al 1990, in un arco di tempo che spazia tra guerre, povertà, liberazioni e carestie, eventi della vita che stravolgono e ribaltano il lento andare, semplice.
Di giorno pensava a come ricominciare, rimandando a ogni domani l’inizio della sua nuova vita.
La mia opinione su Tornerà la primavera, Nadia Noio
Un romanzo che svela una storia dentro una storia dentro un’altra storia.
Che a volte mi ha ricordato il realismo magico delle saghe familiari latinoamericane, con qualche tocco di napoletanità che non guasta.
E che in alcune parti però ha dato un ritmo un pochino troppo lento, senza dialoghi a smorzare, che mi ha fatto faticare.
Nel complesso però Tornerà la primavera di Nadia Noio è un riuscito affresco di più stagioni di vita, di generazioni che si succedono e sopravvivono in contesti non facili, a una storia che non salva, a una vita che non ha alcuna remora ad abbattersi sempre sugli stessi soggetti, a dolori e fallimenti che bastonano e mettono al tappeto, salvo poi farti ripartire con forza e speranza infinite.
Il mio amore per le saghe familiari mi fa dire che questo romanzo è un esordio interessante. Seppur con qualche bordo da limare e qualche particolare troppo liscio da irruvidire. E con una primavera che tornerà sempre, nonostante tutto.
Poi le bombe presero a cadere sulla città e le sirene a suonare forte per le strade. Allora Raffaele raccattava i nonni, Nando si metteva sottobraccio Agnese e insieme a Lucia scappavano al rifugio poco lontano.
Nei punti in cui Nadia Noio racconta la guerra, si respira un’aria fin troppo nota ancora oggi.
Dovremmo leggere e rileggere. E provare a immedesimarci, ecco, sì, forse questo aiuterebbe.
Tornerà la primavera
Nadia Noio
Fazi, 2025, p. 264, €. 18,00








