Morte e usignoli, Eugene McCabe

 

Adesso la devo fissare nella memoria, pensò, perché non avrebbe visto per anni, forse mai più, quello che un giorno aveva immaginato potesse essere il paradiso.

La recensione di Morte e usignoli, Eugene McCabe

Beth vive insieme al patrigno Billy nella contea di Fermanagh in Irlanda. Siamo alla fine dell’ottocento in un mondo rurale di rara bellezza, un territorio punteggiato di isole e laghi, di natura lussureggiante, di campi coltivati, fumo di torba e fattorie.

Beth è una ragazza benestante, il patrigno è il proprietario di molti terreni, ma di fatto non possiede nulla ora e non possiederà nulla alla morte di  Billy a meno che non sposi un protestante. Siamo in un momento storico importante: i cattolici, e Beth lo è, sono messi in disparte – le loro terre negli anni sono state requisite e date ai protestanti, la carestia da poco finita ha lasciato numerosi strascichi nelle zone più povere e i feniani riempiono le pagine dei giornali con i loro attacchi.

In quest’atmosfera di lotte evidenti o sotterranee si muove l’esistenza di Beth con Billy, uomo violento e amante  dell’alcol che spesso ha sentimenti poco paterni nei confronti della ragazza.

Tutto questo sta per cambiare però. Beth e il suo amante hanno progettato di derubare Billy e di scappare lontano. Una nuova vita! Beth non vede l’ora che arrivi l’alba per fuggire. Purtroppo nulla andrà come previsto.

La mia opinione su Morte e usignoli, Eugene McCabe

Morte e usignoli è un romanzo drammatico e imponente, non per il numero delle pagine ma per il tipo di storia che racconta e che io ho centellinato. Il dramma aleggia fin dall’inizio e il presentimento che la tragedia stia per colpire non lascia mai il lettore. Tutta questa sventura è circondata da una natura paradisiaca, un’arcadia idilliaca dove sembra che il male non possa colpire e che invece si dimostrerà solo un palcoscenico bello ma incapace di proteggere chi lo abita.

Beth è cresciuta in un contesto di violenza. Odia Billy e quando incontra Liam e se ne invaghisce per lei è quasi istintivo dire di sì al piano dell’uomo: derubarlo e scappare. È vero amore quello di Liam? Purtroppo no e Beth sarà tradita e dovrà diventare a sua volta traditrice per salvarsi.

Billy è un uomo violento in cui l’amore diventa possesso. Il suo rapporto con Beth è fatto di amore e violenza, arrivando a sfiorare l’incesto secondo le chiacchiere delle cameriere. In Beth vede il tradimento della moglie eppure ama le capacità della ragazza, la picchia selvaggiamente ma poi le chiede perdono e la rivuole con sé.

La vendetta e il destino sono i temi principali e ogni personaggio non riesce a modificare la propria vita: Billy continua a risolvere ogni cosa con la violenza, Beth perde la possibilità di fuggire e, come donna e per di più incinta del suo amante, non ha altra scelta se non ritornare a casa dove la spirale di violenza, scuse e colpe non è mai cessata.

Devo ammettere che ciò che mi ha colpita e convinta a leggere il libro è stata la bellissima copertina e il titolo molto suggestivo. Purtroppo devo dire che il libro non ha saputo colpirmi allo stesso modo. Di sicuro è un’opera importante, lo stile dell’autore è piacevole e mai tedioso, perfetto nelle descrizioni della natura, però la vicenda non è riuscita a conquistarmi del tutto.

Sulla BBC hanno trasmesso una miniserie in tre puntate tratta dal romanzo.

Il trailer della serie BBC tratta dal romanzo.

Morte e usignoli
Eugene McCabe
Fazi, 2026, p. 240, €. 18,00

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SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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