
La madre di Adele era diventata custode del palazzo poco dopo che papà era stato assunto alla Fiat. Lei era nata soltanto un anno prima e la portineria era l’unica casa che conosceva.
La recensione di Adele, Anna Vivarelli
Nella Torino degli anni cinquanta e sessanta nasce l’amicizia tra Adele e Giulio. Lei è la figlia della portinaia. È una bambina invisibile e silenziosa che gioca in cortile nel vicolo delle bici e osserva con attenzione il microcosmo che le passa davanti ogni giorno. Giulio abita al piano nobile. Vive con i genitori e un paio di domestiche, è gentile e divertente.
Un giorno i due iniziano a parlare per caso e nel tempo quei brevi scambi diventano un appuntamento fisso che rincuora entrambi. La loro amicizia si fonda su una promessa: dirsi sempre la verità.
Purtroppo il padre di Adele muore e la madre, dovendo trasferirsi, la manda a stare in un convitto di suore. Per Adele quel mondo è quanto di più lontano da tutto ciò che conosceva ma riesce a non farsi annullare dalle difficoltà.
Intanto Giulio si trasferisce all’estero, scopre la sua omosessualità e quando torna a Torino cerca Adele che non vede da molti anni e di cui non sa più nulla.
La mia opinione su Adele, Anna Vivarelli
Adele è una storia che conquista pagina dopo pagina. La protagonista è una bambina che ha il grande dono di osservare e capire il mondo molto più dei grandi. Davanti ai suoi occhi passano le signore ricche del palazzo, la tuta da lavoro dell’adorato papà, i nervosismi della mamma e anche se non sa dare un nome a tutte quelle cose in qualche modo, sotto pelle, percepisce tutto ciò che poi la vita le rivelerà.
È un bel personaggio, una ragazza caparbia, capace di non arrendersi, di accettare cambiamenti bruschi e definitivi. Sa che la sua vita, se il padre fosse stato ancora vivo, sarebbe stata molto diversa, ma ha imparato a ringraziare per ciò che ha avuto, anche se non sempre è stato facile. Sa che l’istruzione è la strada per la libertà, per ottenere un lavoro e affrancarsi da una vita mediocre in cui non si riconosce.
Giulio è il classico figlio di papà. Ricco, bello, simpatico, il ragazzo di cui tutto il palazzo ama parlare quando passa. La sua sembra una vita perfetta eppure ha un segreto che lo lacera. Vorrebbe rivelare in famiglia la sua omosessualità ma siamo negli anni sessanta e Giulio l’amore lo rincorre nei parchi, nei bar, in luoghi dove nessuno vede.
Quando i due si ritrovano, Adele ha finito le scuole e Giulio già lavora, il tempo sembra non essere passato. La loro amicizia riprende da dove si era interrotta ma ora c’è qualcos’altro a cui pensare: il futuro. Giulio e Adele sono due solitudini che si incontrano e si riconoscono in un mondo che si sta preparando al cambiamento e dove le grandi divisioni sociali, ben rappresentate dal palazzo in cui Adele è cresciuta, sono destinate a finire.
Adele è una lettura molto piacevole grazie anche allo stile di Anna Vivarelli che racconta quasi sottovoce una storia di resilienza, coraggio e determinazione incastonata in un periodo storico di grandi cambiamenti.
A me è piaciuto moltissimo.
Buona lettura.
Adele
Anna Vivarelli
Sinnos, 2025, p.212, €. 15,00








