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Inchiostro e sensi: La bellezza dell’asino, Pia Pera

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Al mattino Gilberta si immerge nella vasca. In superficie spuntano le dita dei piedi, dieci unghie smaltate lampone brillante, pesciolini rossi da stringere guizzanti in bocca. Più in là affiorano umidi i due petali rosei dei seni. Una fascia di velluto elasticizzato blu petrolio raccoglie i fulvi capelli, gli occhi verde scarabeo spiano socchiusi le sottili dita bianco gesso abbandonate a galleggiare nell’acqua appena increspata dal triangolo folto di peli. Il corpo sinuoso, ora largo e sottile, ora stretto e arcuato, è nato qua e là da arcipelaghi di bollicine d’aria aderenti alla pelle lattiginosa, sfumata appena di turchino dalle piastrelle lucide della parete.

Ho scoperto Pia Pera solo dopo la sua scomparsa e ho voluto avvicinarmi a lei con questo libro: la sua prima raccolta di racconti, dedicati ad un erotismo “alternativo”, fatto di una grande ironia condita da passioni (insane?!) e divertimento, passando per la pena infinita e la tenerezza e anche per un po’ di follia, che non guasta.
L’esercizio di Pia Pera (riuscitissimo) è quello di provare a osservare le cose, le situazioni, da un punto di vista diverso, altro rispetto a quello solito: l’asino del titolo è quello di cui Shakespeare parla nel Sogno di una notte di mezza estate, quello di cui si innamora una fata. Ma la bellezza dell’asino è anche quella della giovane età, che – passata – rivela qualcosa di molto diverso. Insomma: la vita è diversa, molto diversa, a seconda da che punto di vista la osserviamo.

Prendiamo per esempio uno dei racconti, quello che mi ha più fatto sorridere e pensare: Murzikhan. La storia di un gatto e della sua padrona, Gilberta, modella di una bellezza virginale. Lui, sornione, prima di essere un gatto era un uomo, cinico e spietato, che aveva negato il suo amore ad una giovane e ingenua ragazza. Vi lascio indovinare la sua punizione? ora Tatiana é la sua padrona, proprio la reincarnazione della giovane, di cui ora però l’antico Eugenio Onegin è innamorato perso, ora che non può più dichiararsi e dimostrarsi, ora che può solo accontentarsi di tenerezza e coccole. Ah, quanto i punti di vista sono diversi, ora… 🙂
(guarda caso: Tatiana e Eugenio sono i nomi dei personaggi di un romanzo di Puskin. Questo potrebbe essere il seguito della storia? 😉 )

Oppure parliamo di Cucsia, giovane bimbetta che racconta ad un’amica, per lettera, della sua ultima e spericolata avventura erotica con uno sconosciuto, il suo “fumetto di Crepax”:

L’importante non è il gioiello, che è sempre lo stesso… l’importante è la cornice, il castone

e in base a questo principio si inventa scenografie da pornostar, lei, studentessa rimasta a casa a studiare mentre la mamma è in vacanza con l’altro…
Da ricordare che Pia Pera è stata una insegnate e studiosa di russo, e traduttrice piuttosto importante (Lermontov, Puskin, Nabokov: il prossimo libro che affronterò è il suo Diario di Lo). E infatti Cucsia mi ha ricordato molto da vicino le atmosfere di Lolita, i suoi atteggiamenti, le sue ingenue pose.

Oppure ancora parliamo dell’epistolario dal titolo Capitomboli: lettere che si susseguono a creare un intreccio amoroso di uomini, donne, amanti, curiosi, segretarie, in un viavai di messaggi amorosi in codice e di scene isteriche che sono divertenti e dissacranti allo stesso tempo.

Un’umanità vista da un altro lato. Quello dell’amore e del sesso. Con tutti i difetti messi in piazza: nessuno si salva, alla fine, nessuno può dirsi puro, donna o uomo che sia.

Bella lettura, un bel modo di conoscere uno scrittore. In fondo, l’ironia è una qualità molto difficile da coltivare, ma Pia Pera era una giardiniera davvero eccezionale.

La bellezza dell’asino
Pia Pera
Marsilio (collana I tascabili), 1997, pag. 208, € 6,20
ISBN: 9788831766203

Per acquistare:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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