Red carpet in noir. Delitto a Cinecittà, Antonio G. D’Errico

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Le luci del palcoscenico illuminavano i volti di quei giovani attori pieni di speranze. Dalla sala, nell’ombra, il regista faceva sentire la sua voce che voleva essere sottolineatura e discernimento. Molto spesso taceva. E restava assorto. Poi ripeteva le battute, cadenzando gli accenti, dando il ritmo agli attori che intonavano drammatizzando sulla scena.
L’atmosfera durante le prove era estenuante, sempre la stessa, sempre piena di personalità che si contendevano la scena con i loro vizi e le loro virtù. Ognuno proponeva se stesso con la convinzione di essere il Gasmann redivivo del teatro italiano.

Pietro Vannucchi è un giovane attore di teatro pieno di speranze. Ha già lavorato nel cinema interpretando piccoli ruoli e comparse, sogna di poter un giorno diventare un grande attore a Cinecittà.
Nella vita privata Pietro sta con Giulia una donna matura che lavora in RAI, ma la donna sembra non credere nelle capacità del giovane e fatica ad esporsi per lui nel suo ambiente.
Un giorno Pietro ha l’occasione della vita, lavorare con un grande attore in un film di un certo livello, il giovane è elettrizzato, il divo pare cogliere in lui il sacro fuoco ma per parecchio tempo non si fa più sentire.Quando finalmente Clerici si fa risentire propone a Pietro di diventare suo manager, non è proprio la carriera che desiderava ma è un buon trampolino di lancio.

Egli non aveva niente da offrirgli in concreto, ma non poteva fare più a meno di lui, delle sue insoddisfazioni, dei suoi dispiaceri.Senza di lui la sua vita sarebbe tornata all’oblio e alla dimenticanza, non poteva tornare al torpore della carne ora che sentiva risvegliarla. Non voleva rinunciare a niente ora che tutto era cominciato. Restò in ascolto del giovane…

Pietro ha un sacco di idee in testa e una in particolare viene sfruttata da un regista di un certo livello per un film che avrà  grande successo.
Ma il giovane Pietro viene schiacciato dalla grande macchina e i suoi sogni si spengono pian piano fino a portarlo in crisi anche nella vita privata, e a fare scelte di lavoro non proprio azzeccate.

Un romanzo che mi aspettavo diverso e forse per questo motivo non ho saputo apprezzare a pieno, cercavo mistero e un po’ di suspense e invece ho trovato più introspezione e ricerca di se stessi nei pensieri e nelle delusioni del giovane Pietro.
Ho trovato invece molto interessante e lucida l’analisi “sociale” del mondo nel quale cerca di emergere Pietro, le ripicche e gli sgambetti che un giovane deve affrontare per emergere e la meschinità degli arrivati nei confronti dei “nuovi”.

 

Red carpet in noir. Delitto a Cinecittà
Antonio G. D’Errico
UmbertoSoletti Editore, 2017, p. 239, €. 15,00

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quarantaduenne, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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