Il quinto figlio, Doris Lessing

“Questa è una punizione”, disse a David.
“E per cosa?” chiese lui sulla difensiva, perché la voce di Harriet aveva preso un’inflessione che detestava.
“Per aver voluto troppo. Per aver pensato di essere felici. Felici perché l’avevamo deciso.”
“Sciocchezze,” le disse. Era in collera. In collera con Harriet che gli parlava così. “E’ stato un caso. Sarebbe potuto capitare a chiunque. Ben è il prodotto di un gene sbagliato.”
“Non credo,” insistè le testarda. “Siamo stati noi, con le nostre pretese di essere felici! Nessuno è felice, nessuno di quelli che ho conosciuto, almeno, ma noi avevamo deciso di esserlo. E siamo stati colpiti dal fulmine.”
“Piantala Harriet! Non capisci dove portano questi pensieri? Ai pogrom e alla punizione divina, ai roghi delle streghe e all’ esistenza di un Dio vendicativo!”. Stava quasi urlando.
“E ai capri espiatori”, proseguì Harriet. “Non dimenticare i capri espiatori.”

La recensione di Il quinto figlio, Doris Lessing

Harriet e David si conoscono a una festa dove entrambi non vogliono ballare. Si sposano e contrari a ogni consiglio comprano una grande villa dove vogliono crescere una famiglia numerosa.
I figli arrivano presto e l’atmosfera felice convince anche i parenti prima restii a frequentare la casa,  ma l’idillio della grande casa piena di bambini e amici dura poco, quando Harriet scopre di aspettare il quinto figlio che già durante la gravidanza si dimostra essere diverso da tutti gli altri.

Il mio parere su Il quinto figlio, Doris Lessing

Non avevo mai letto nulla di questa autrice, una specie di mostro sacro del femminismo, e, vi confesso ho fatto un po fatica a seguirne il ritmo.

All’inizio la vita familiare di Harriet e David e talmente felice da apparire, forse volutamente, stucchevole, poi l’arrivo del figlio “diverso” fa precipitare tutto.
C’è qualcosa che non riesco ad afferrare nel ritratto psicologico di Harriet che vorrebbe rifiutare il figlio “mostruoso” ma non ci riesce, almeno non totalmente.

Harriet non riusciva a scacciare Ben dalla mente.
Non pensava a lui con amore, nemmeno con affetto, e si disprezzava per la sua incapacità di provare sentimenti normali nei suoi confronti. A impedirle di dormire, la notte, erano l’orrore e il senso di colpa.

Senza dubbio non è un romanzo facile da affrontare.
Mi ha fatto pensare a come sia cambiata la percezione della diversità nel tempo, grazie anche alle nuove conoscenze mediche, a come solo una quarantina di anni fa tante cose fossero molto diverse da come le viviamo ora.

Il quinto figlio
Doris Lessing
Feltrinelli. 2008, p. 176, €. 8,55

over quaranta, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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