Ma nel Sangue vai laddove nessuno vuole andare. E’ questo l’orrore della cosa. E’ questo il bello della cosa.
La storia inizia dove si conclude il romanzo precedente della serie, Il vampiro di Blackwood.
La voce narrante è quella del vampiro Lestat – vecchio di duecento anni, ma con l’aspetto seducente di un bellissimo ventenne ossessionato dal desiderio di diventare un santo della Chiesa cattolica. Lestat vive nella sontuosa residenza di Blackwood, a New Orleans, insieme al giovane e bellissimo Quinn, da lui iniziato alla “fraternità del sangue”.
Quando a Blackwood giunge, all’improvviso, una splendida mortale, dotata di poteri straordinari, ma allo stremo delle forze, Quinn se ne innamora e Lestat, per salvarla, succhia il suo sangue, trasformandola in vampiro.
Sulle tracce della ragazza arriva alla villa anche la sorella Rowan, famosa scienziata, per la quale Lestat prova immediatamente un inedito e violento sentimento d’amore e d’attrazione, anche se rifiuta di scambiare con lei il patto di sangue.
Ma le due sorelle nascondono un segreto terribile: entrambe hanno partorito dei Taltos, esseri superiori dotati di poteri straordinari, che sono stati portati via subito dopo la nascita.
Può un vampiro diventare un santo?
Ce lo domanda la Rice, dalla copertina di Blood.
E prova a farcelo scoprire attraverso la lettura di tutto il libro…scritto con la voce narrante proprio del suo vampiro più famoso.
Della Rice avevo letto Intervista col vampiro e La regina dei dannati. E li avevo entrambi adorati.
In quest’ultimo capitolo delle avventure di Lestat confesso di non essermi poi divertita molto.
Soprattutto l’inizio l’ho trovato lento, non tanto interessante. Poi, certo, con l’andare avanti della storia è migliorato.
Ho trovato molto interessanti i misteri che circondavano la famiglia dei Mayfair e l’evoluzione dei Taltos.
Sarà sicuramente anche la mia poca passione per i vampiri (non è un genere per il quale impazzisco, lo ammetto), ma non mi ha entusiasmato.
Complessivamente lo trovo un buon libro, a tratti avvincente.
Ma non lo annovero tra quelli da rileggere.
BLOOD
Anne Rice
Longanesi, 2010, 362 pag.









Ricordo il film di Intervista con il vampiro: gotico, affascinante, attori da mordere…:-)
Nemmeno io amo questo genere narrativo, che attualmente sta spopolando, e questa recensione mi aiuta a non allungare la WL.
E meno male!
Hehehehe hai visto che servo anche a questo??
E, ti dirò, questa è la prima recensione non positiva…ma ne ho già un’altra….è il rischio di leggere tanto…non sempre si fa centro…
Anch’io avevo letto intervista col vampiro , bello ma non è il mio genere , quindi passo anche questo 😉
Anche questo in wish list