L’eleganza del riccio, Barbery Muriel

La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso nella boccia. Mi chiedo se non sarebbe più semplice insegnare fin da subito ai bambini che la vita è assurda. Questo toglierebbe all’infanzia alcuni momenti felici, ma farebbe guadagnare un bel po’ di tempo all’adulto – senza contare che si eviterebbe almeno un trauma, quello della boccia.

L’eleganza del riccio” è il doppio diario di due figure femminili.
Renée, cinquantaquattrenne, da ventisette anni umile e discreta portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interni, diviso in otto appartamenti di gran lusso. E’ vedova, e si definisce bassa, brutta, grassottella… Non si sente amata perché non è gentile con nessuno, ma per alcuni versi corrisponde alla definizione di portinaia, anche se in realtà è molto  colta, infatti ama leggere e nasconde i libri nelle borse della spesa. Non vuole che venga infranto l’equilibrio che ha costruito faticosamente nel tempo. E’ lei il riccio, sempre chiusa in se stessa, ma anche elegante come l’animale lo è nel portamento.

E poi c’è Paoloma, dodici anni, abita al numero 7 di rue de Grenelle in un appartamento da ricchi…
Una ragazzina molto intelligente che però non ama farsi notare. Ha deciso di suicidarsi il giorno del suo tredicesimo compleanno e sino a quel momento continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre.

A modificare la situazione arriva monsieur Ozu, magnata giapponese in pensione, che le farà incontrare e farà cadere le loro maschere.

E’ una commedia francese, di cui all’inizio ho trovato la lettura poco scorrevole, a volte un po’ pesante,  soprattutto per i troppi rimandi alla filosofia, ma poi piano piano la storia  mi ha coinvolto e l’ho terminato in poche ore. Anche se sinceramente il finale mi ha molto sorpreso e non mi è piaciuto molto…ovviamente non ve lo rivelo, a voi la lettura.

E mi vedrò presto il film per vedere le differenze!

L’ELEGANZA DEL RICCIO
Barbery Muriel
E/O, 2007, 384 pag., € 18,00

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

7 COMMENTS

  1. sarà che tutto quel che riguarda Parigi mi interessa, a me è piaciuto molto, soprattutto la trovata degli Haiku agli inizi di ogni capitolo 🙂

  2. La lettura di questo libro è stata densa ed intensa. Non lo definirei certamente un libro da spiaggia … anzi va letto in momenti dove intorno c’è calma e silenzio così da assaporare l’incontro tra due personalità descritte nei loro pensieri più intimi e solitari.

  3. Ho letto il romanzo qualche tempo fa e l’ho apprezzato molto nonostante, come è successo a te, il finale all’inizio mi abbia lasciata un po’ contrariata. Ripensandoci mi sono però chiesta se ci sarebbe davvero potuto essere un altro finale, e in quel caso se mi avrebbe coinvolta come è riuscito a fare questo. Oltre allo stile, ai personaggi e all’ambientazione è anche la scelta di snobbare un lieto fine che, ai miei occhi, conferisce a questo libro una marcia in più.

  4. Finito di leggere da pochi minuti , concordo con te all’inizio è un pochino lento , ma poi coinvolge molto , bello bello bello

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