Alice all’inferno, Jane Elliott

Dopo aver letto di Jane Elliott “Diario di un’adolescenza rubata” non potevo non leggere “Alice all’inferno”.

Un libro molto crudo e duro, toccante e  difficile da leggere in alcuni punti perché affronta temi duri come l’abbandono, la violenza e la droga, ma per fortuna con un bel lieto fine…

Per la piccola Dani Sinclair la vita non è mai stata facile, anzi è sempre stata crudele. La fredda notte d’inverno in cui è nata, sua madre, un’adolescente dal passato doloroso, l’ha abbandonata  senza neppure curarsi di darle  un nome.
Dodici anni dopo, la mancanza di amore ha trasformato Dani in una ragazzina timida e solitaria. Dopo aver perso il padre adottivo e a seguito delle violenze subite dalla madre adottiva, Dani viene portata in un istituto, dove continua a soffrire, tormentata dagli altri bambini, decide di fuggire.  Davanti a lei, nessun futuro, ma può solo chiedere l’elemosina per sopravvivere.

All’improvviso, un estraneo le offre una via d’uscita, che Dani ingenuamente accetta,  ma ben presto si accorgerà che l’uomo l’ha aiutata solo per portarla nel mondo della prostituzione minorile, un inferno di abusi e di droga.

Così una ragazzina di dodici anni sprofonda nel mondo sordido e maledetto della prostituzione minorile: un inferno di abusi e droga . Un tema affrontato da tutti i punti di vista da  un’autrice che, nella vita reale, ha subito le stesse violenze a cui è costretta Dani ma che ha sempre fatto i conti con la realtà.

ALICE ALL’INFERNO
Jane Elliott
Newton Compton, 2009, 285 pag.,  € 14,90

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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