Il perduto amore, Mario Tobino

Ora tutti e due hanno i capelli bianchi, le rughe, spesso un mesto sorriso.
Se per caso un giorno si incontrassero l’autore pensa che andrebbero l’uno verso l’altra senza alcun rancore.

Questa storia si svolge ai tempi della guerra e del periodo fascista; la prima parte ha i panorami del Gebel e della campagna di Libia, che fanno da sfondo alla storia d’amore tra il tenente Alfredo e la crocerossina Dedè Ludovisi; le paure e le meschinità della guerra e la ferrea disciplina li costringono a schermaglie faticose e inutili. Estenuanti occhiate, parole furtive, strette di mano vissute nel continuo timore di rivelare i propri sentimenti: il regolamento sarebbe implacabile.

La seconda parte vede i due protagonisti ritornare in Italia, con la speranza di far esplodere finalmente la loro passione, esasperata dal proibito. Potrebbero finalmente comunicare a piacere, tenersi fra le braccia, e invece ha inzio un sorprendente distacco. Senza divise Alfredo e Dedè si ritrovano in due mondi troppo distanti tra loro; lei è parte di una società borghese e stereotipata, dove il tenente si sente a disagio, con le sue aspirazioni sociali e politiche, con la volontà di sviluppare il lavoro di medico a disposizione di tutti e con la segreta speranza di poter esprimere i suoi sogni di poeta.

E’ il mio primo approccio con Mario Tobino,  grande scrittore toscano; ho trovato questo libro molto bello, scritto con grande stile e passionale impegno sociale: diversi gli argomenti interessanti che sono stati affrontati, all’interno di una storia d’amore travagliata e difficile. La guerra con le sue atrocità e con le cose sporche, una stagione politica tutta da dimenticare, e soprattutto le divisioni di una società non ancora pronta ad accettare il libero arbitrio e la lotta per i propri diritti.

La separazione dei due protagonisti e la sofferenza del tenente Alfredo sono metafore nemmeno troppo velate, la condanna di chi non riesce a lottare per ciò che desidera, un allontanamento da quello che ai tempi in cui scrive Tobino era il tradizionale modo di affronare le cose; un autore molto originale, rivoluzionario e patriottico.

Buona lettura e a rileggerci!

Il perduto amore
Mario Tobino
Mondadori, 1979, €. 3,00

Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

5 COMMENTS

  1. Sono contentissima, Lucia, che ti sia piaciuto il modo di scrivere di Tobino: ho già ammesso di aver scoperto questo autore di casa mia troppo, troppo tardi… ma il tempo perduto si può recuperare, fortunatamente!
    Grazie della tua bella recensione, questo sarà il prossimo libro sul comodino 😉

    • Purtoppo il problema vero è trovare copie di questi libri: nell’immagine ho scansionato la copertina, ti rendi conto di che edizione possa essere? Quasi puzzava di muffa….:-9

      • Sì, Tobino non è molto presente e ci sono pochissime ristampe delle sue opere (ma questa mi sa che l’ho vista in biblioteca da me…)
        E’ uno scrittore che ha avuto molti ‘contro’, nel senso ampio del termine: al suo tempo era scomodo, perché diceva quello che pensava… ti basti pensare il suo approccio totalmente diverso da tutti gli altri al problema della salute mentale: mentre tutti (medici e soprattutto le case farmaceutiche, già allora) provavano e sperimentavano medicinali che calmavano e addormentavano i ‘suoi matti’, lui preferiva curarli parlando con loro, vivendo con loro, ascoltando le loro parole… Pensa tu che folle! 😉

  2. Infatti anche per questo lo ritengo un autore da non perdere.
    PS: questa copia che ho trovato era in bilbioteca da me, insieme al Clandestino, però la nuova mediateca non ce l’aveva…insomma ho fatto anche lavoro di ricerca, una cosa seria!!! Evviva noi 🙂

    • Ebbrava!!! Evviva noi davvero!
      (io dovrò andare a scartabellare gli scatoloni messi via per trovare nella nostra biblioteca tutto quello che hanno di Tobino…)

      Se ti va poi, prima o poi, ti vieni anche a fare un giretto dalle mie parti, così andiamo insieme a visitare il manicomio di Maggiano, dove lui lavorava, che è diventato recentemente un museo. Ma non un museo di quelli fermi e un po’ pallosi (;-)), bensì una creatura attiva, che si occupa di raccogliere tutte le sue carte, i suoi scritti, le sue opere, che fa promozione e corsi di scrittura, ma anche informazione e formazione su psicologia, malattia mentale e varie.

      Il posto è incantevole, era un antico convento, la campagna circostante è bellissima, la compagnia sarà molto divertente (e godereccia! hai mai sentito parlare di viziosa cucina toscana???)

      Io ti aspetto…

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