Nel segno della pecora, Haruki Murakami

Al mondo esiste questo genere di denaro. Averlo ci irrita, usarlo ci mortifica, e una volta speso, ci ispira odio per noi stessi. Un odio che ci induce a spenderne ancora. Finché non ne resta piú. E a quel punto non c’è rimedio.

Non è semplice parlare di questo romanzo di Murakami Haruki; soprattutto perchè si tratta di una storia molto particolare, che mescola consuetudini di vita molto diverse dalle nostre, spruzzate di tradizioni radicate nella storia giapponese, non tralasciando particolari magici e sorprese sovrannaturali.

Questo romanzo è nato nel 1982, ma in Italia è stato pubblicato la prima volta solo nel 1992; in questa edizione viene riproposto in una nuova traduzione, per la prima volta dal giapponese, che sottolinea alcune raffinatezze dalla lingua originale. La storia è abbastanza lineare, il percorso del protagonista invece è molto complesso e riguarda scelte di vita e affetti personali. Un giovane grafico pubblica per una compagna pubblicitaria una foto di un gregge di pecore; in seguito viene contattato da un inquietante uomo vestito di nero, stretto collaboratore del Maestro, un politico molto potente i cui esordi sono nebbiosamente nascosti dalla storia.
Al giovanotto viene affidato l’incarico – ma si tratta in sostanza di un ordine – di ritrovare proprio quella pecora: unico indizio, la foto in questione, ricevuta per posta dal Sorcio, un amico scomparso da anni. Comincia quindi il suo viaggio che si concluderà in maniera sorprendente.

L’autore dice di sé: “Scrivo storie strane, bizzarre. Non so perché mi piaccia tanto tutto ciò che è strano. In realtà, sono un uomo molto razionale. Non credo alla New Age, né alla reincarnazione, ai sogni, ai tarocchi, all’oroscopo. […] Ma quando scrivo, scrivo cose bizzarre. Non so perché. Piú sono serio, piú divento balzano e contorto». (fonte Einaudi)

Si tratta di un libro molto appassionante, dove ci si cala nelle suggestive atmosfere giapponesi riportate nella società odierna, dentro canoni sociali e personali decadenti: la solitudine delle persone, il potere (corrotto) della politica, non dimenticando la buona musica jazz. I personaggi sono antieroi, con un carattere non ben definito, persone normali che non hanno mai fino in fondo la possibilità di scegliere il loro destino: forse è anche per questa capacità di autoidentificarsi del lettore che questo autore è molto amato!

Nel segno della pecora
Haruki Murakami
Einaudi, 2010, 298 pag., € 19.50<

Lucia Busca
Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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