Giustizia non vendetta, Simon Wiesenthal

“Sopravvivere è stato un privilegio ed ha comportato dei doveri”

Ebreo polacco, Wiesenthal fu internato nel campo di concentramento di Mathausen, dove gli americani lo liberarono nel maggio del ’45; quella drammatica esperienza fu la molla per ciò che divenne l’unica ragione della sua vita: riuscire a trovare i responsabili di tante atrocità e assicurarli alla giustizia.

In questo libro egli si racconta, tirando un po’ le somme di quella che è stata la sua ultracinquantennale carriera investigativa, costellata da eclatanti arresti (Adolf Eichmann, Franz Stangl, Hermina Braunsteiner) ed anche da delusioni cocenti, come le mancate catture di Josef Mengele ed Alois Brunner. Emergono forti le difficoltà incontrate, dovute alla politica di alcuni paesi e ai  collegamenti  politici tuttora presenti con i criminali nazisti. Di forte impatto anche le testimonianze della integrazione sociale dei criminali, ora assorbiti dal contesto in cui si sono rifugiati.

Credo che questo sia un romanzo assolutamente da leggere, la memoria delle atrocità della guerra non può andare perduta, deve essere un faro per continuare lo sviluppo dell’uomo, sulla base dei valori più alti del rispetto della persona.

Buona lettura e a rileggerci!

Giustizia, non vendetta
Simon Wiesenthal
Mondadori, 1998

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