Domani, un’oasi

L’unico vero cambiamento notato era avvenuto lungo il pendio della collina, sull’altra sponda dello uadi prosciugato: le decine di sassi bianchi allineati erano divenute centinaia, divise in file e file a perdita d’occhio. In cima si trovava la fossa comune, l’unico cimitero di Modayifo. I sassi non recavano iscrizioni. Lì i morti non hanno nome, ve ne sono troppi, non si possono piangere solo i propri cari. Quando si prova il bisogno di ricordare qualcuno, basta scegliere un sasso a caso, di sicuro è lì perchè qualcun altro ha sofferto lo stesso martirio.

Domani, un’oasi – Ayerdhal

Sul libro

Ha quarantanni e lavora a Ginevra per la Comunità Europea. È un medico, ma non ha mai esercitato: in realtà è un burocrate ben pagato senza prospettive di carriera. Poi, una sera, la sua vita cambia radicalmente. Mentre sta tornando a casa, la sua auto viene bloccata, due uomini armati gli intimano di uscire, lo drogano e lo chiudono nel portabagagli di una limousine nera. Il tempo si ferma, sprazzi di coscienza in una cantina buia, sedativi, sonno, incubi… Quando riprende i sensi, l’uomo si ritrova in un minuscolo agglomerato di capanne e grotte da qualche parte in Africa e, senza spiegazioni, gli viene ordinato di unirsi agli altri medici che assistono i malati del villaggio. Disorientato e rassegnato a una sorte che non riesce a capire, l’uomo comincia così un lavoro massacrante e tuttavia inutile, a causa della carenza di strutture e medicinali adeguati. Eppure, a poco a poco, in lui si fanno strada domande inquietanti: e se i suoi rapitori incarnassero l’ultima, flebile speranza di salvezza per un’umanità sull’orlo del collasso? E se la loro missione – irrealizzabile ma necessaria – fosse creare un’oasi di pace e di prosperità per tutti coloro che non si piegano all’egoismo dei paesi industrializzati?

Nicoletta
Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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